Disabili, affettività e sessualità: nel parmense parte il progetto “Afrodite”

Un nuovo percorso verso l’autonomia organizzato da Pedemontana Sociale e Aurora Domus per rispondere a un bisogno sempre più pressante

Tutti hanno il diritto di conoscere e saper vivere le dimensioni dell’affettività e della sessualità, anche le persone disabili. Un’esigenza che le famiglie e gli operatori dei ragazzi in carico a Pedemontana Sociale intercettano quotidianamente tra le mura domestiche, così come all’interno dei servizi e dei progetti messi in campo dall’Azienda del welfare di Comuni dell’Unione (Collecchio, Felino, Montechiarugolo, Sala Baganza e Traversetolo) per favorire l’inclusione, il benessere e l’indipendenza delle persone con disabilità, come Scuola di Autonomia, i percorsi di “Nati due Volte”, Puzzle e i gruppi di Auto Mutuo Aiuto.

Per dare una risposta alla necessità di affrontare un tema così intimo e delicato, Pedemontana Sociale e Auroradomus, la cooperativa che si occupa dei servizi educativi territoriali in favore di adulti con disabilità, hanno messo a punto e finanziato “Afrodite”, progetto nato con l’obiettivo di fornire alle persone disabili ed ai loro familiari strumenti e chiavi di lettura utili ad affrontare queste delicate dimensioni dell’età adulta con consapevolezza, in un’ottica di pari opportunità e di autonomia.

“Afrodite”, iniziato nell’ottobre dell’anno scorso con la fase preliminare di progettazione, è entrato nella sua fase operativa che si concluderà nel giugno del 2020. E per la sua realizzazione, Azienda Pedemontana e Auroradomus si avvalgono della collaborazione di Mauro Bosio e Silvia Penna, psicologi esperti dell’Associazione di Promozione Sociale Orìzon di Rivoli (Torino). Con i ragazzi e le ragazze disabili che partecipano al progetto insieme ai loro familiari, coinvolti dai servizi sociali, verranno realizzati a seconda del tipo di
sostegno individuato, colloqui singoli o percorsi di gruppo. Ma uno dei punti di forza di “Afrodite” è il coinvolgimento degli educatori e delle assistenti sociali, che lunedì 27 maggio hanno iniziato un corso di approfondimento specifico, curato sempre da Bosio e Penna. E la prima lezione, che si è svolta nella Sala Convegni della Rocca Sanvitale di Sala Baganza, è stata anche l’occasione per presentare e spiegare di
cosa si tratta. «Afrodite rappresenta un tassello ulteriore delle iniziative, dei progetti e dei percorsi volti a rafforzare l’autonomia delle persone con disabilità – ha sottolineato Emiliano Pavarani, responsabile dell’Area adulti e disabili di Pedemontana scoiale –. Tassello che si aggiunge a quanto la nostra Azienda ha realizzato in questi anni. Con questo progetto vogliamo consentire ai nostri ragazzi
un passo ulteriore di crescita, cercando di dare risposte efficaci alle loro domande e strumenti ulteriori per la loro indipendenza personale. Ci troviamo, infatti, in un contesto in cui i progetti avviati nel tempo hanno creato un circolo virtuoso, rafforzando i livelli di autonomia e le relazioni, ponendoci però, allo stesso tempo, di fronte a nuove sfide, quali quelle dell’affettività e della sessualità, che oggi cerchiamo di affrontare»

Che la necessità di vivere la propria sessualità debba essere garantita a ogni individuo lo ha sottolineato anche Antonio Pignalosa, responsabile Settore disabili di Aurora Domus: «Il progetto Afrodite è perfettamente in linea con il percorso che la cooperativa sta portando avanti da anni sul tema dei diritti per le persone con disabilità. Diritti sanciti a livello internazionale. Abbiamo capito di aver bisogno di qualche strumento in più su certi temi come questi – ha aggiunto –, per questo servono nuovi spunti e nuove idee».

A portare i saluti dei Comuni dell’Unione sono intervenuti gli assessori alle Politiche sociali di Sala Baganza e Felino, Giuliana Saccani e Simona Damenti. «Ringraziamo l’Azienda e Auroradomus, che hanno deciso di intervenire su questo tema difficile e delicato, per dare riposta ad un bisogno molto avvertito dalle famiglie», ha detto Saccani, mentre Damenti ha osservato come Pedemontana Sociale sia «sempre alla ricerca di servizi e progetti innovativi per aiutare le persone più deboli a migliorare la qualità della vita». 

Gli psicologi di Orìzon, Bosio e Penna, hanno illustrato agli operatori i vari step previsti da “Afrodite” e le iniziative simili realizzate a Rivoli, dove fin dal 2011 hanno iniziato a collaborare con i servizi sociali locali su progetti sperimentali rivolti alla sessualità delle persone disabili.

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