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Domenica, 5 Dicembre 2021
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Parma fra le città che vantano la maggiore offerta di trasporto pubblico locale

Il rapporto Ecosistema Urbano 2021, realizzato da Legambiente, tiene conto di 18 indicatori riguardanti sei componenti: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia

C'è anche Parma nella top ten, per le sue "performance". La città conserva la settima posizione,  tra quelle ecologicamente più virtuose d'Italia. A certificarlo è la 28esima edizione del rapporto "Ecosistema urbano" di Legambiente, pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore. Parma (68,53%) si conferma al settimo posto come nel 2020. Se è vero, infatti, che il Covid-19 colpisce anzitutto le città, modificandone contorni, regole e indirizzi, le emergenze urbane evidenziate negli anni precedenti rimangono le medesime e riflettono un sostanziale immobilismo nelle politiche improntate alla sostenibilità, seppur con qualche importante eccezione e best practice cui guardare per tracciare la rotta del cambiamento su scala nazionale.

È il quadro che emerge dal rapporto Ecosistema Urbano 2021, realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ORE. Il report prende in considerazione 105 capoluoghi e tiene conto di 18 indicatori riguardanti sei componenti (aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia) per stilare una classifica delle performance ambientali delle città: a fronte di un punteggio massimo teorico di 100, la media percentuale totalizzata dai centri urbani nel 2020 rimane ferma al 53,05%, identica a quella della scorsa edizione. Nella classifica generale emerge al secondo posto Reggio Emilia (77,89%), che prosegue la sua costante scalata: era al 24° posto tre anni fa, dodicesima due edizioni fa e quinta lo scorso anno. Nello specifico la città ha aumentato lo spazio dedicato ai pedoni e alla ciclabilità (prima in assoluto per piste ciclabili ogni 100 abitanti) e il numero di alberi piantumati.

Nella top ten troviamo anche Parma (68,53%), che si conferma al settimo posto come nel 2020, e Ferrara (66,77%) al decimo posto, che invece era al 22esimo posto nel 2020. Sebbene in totale sono 3 le città dell’Emilia-Romagna che si posizionano nei primi dieci posti per performance ambientali generali, restano da sottolineare i dieci punti di scarto fra la prima, Reggio Emilia, e l’ultima, Ferrara.
Peggiora la posizione di Bologna, che perde sei posizioni rispetto allo scorso anno e si posiziona 22esima.

Performance per settore. Complice la pandemia, diminuisce un po’ ovunque l’utilizzo del trasporto pubblico, un andamento che si conferma soprattutto a Ferrara, Ravenna, Forlì e Cesena. Tra i Comuni di medie dimensioni Parma supera invece i 100 viaggi per abitante e tra i capoluoghi è quella con una maggiore offerta del trasporto pubblico, calcolata in km percorsi annualmente dalle vetture per abitante residente; Bologna invece riceve un bonus di 5 punti percentuali per l'efficienza di gestione economica del trasporto pubblico e il modal share.
Mentre in generale il tasso di motorizzazione dei capoluoghi italiani continua inesorabilmente a salire, l’Emilia-Romagna risulta fra le regioni con il maggior tasso di incidentalità e il maggior numero di morti, con Ravenna tra le città con il più alto tasso di auto ogni 100 abitanti.

Nota dolente nelle le performance per il contenimento delle perdite idriche di rete, che restano scarse in tutta la regione. Le città di Bologna, Rimini e Reggio Emilia, ricevono però un bonus di punteggio di 5 punti percentuali per l’adozione di politiche e misure riguardanti il recupero delle acque meteoriche, la fitodepurazione e/o il recupero delle acque grigie.

Capitolo qualità dell’aria: in generale tutte le città emiliano-romagnole sono da bollino rosso sia per gli sforamenti delle polveri sottili (PM10), che per ozono (O3) e biossidi di azoto (NO2).

Seppure anche nel 2020 la media annua dei 40 µg/mc di PM10 - valore limite per la protezione della salute umana fissato dalla direttiva comunitaria - viene comunque rispettata in tutte le città, la situazione peggiora se si guarda alla media giornaliera da non superare secondo i limiti di legge (50 µg/mc), con Ferrara che supera i 35 giorni consentiti.

Anche sul fronte delle energie rinnovabili scarse performance in Emilia-Romagna (valore calcolato sulla potenza installata su edifici pubblici/1000 abitanti), con Parma che si pone nel livello 0-4,6 KW per 1000 abitanti.                                 

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