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IL RACCONTO CHOC

Il grido disperato di David, attivista etiope: "Stanno massacrando il popolo Amhara: aiutateci"

La testimonianza di un etiope 50enne che vive nel parmense: "La settimana scorsa c'è stato un attacco a Wollega, ci sono persone bruciate e sgozzate, giovani e anziani morti per strada"

"Stanno massacrando il nostro popolo Amhara in Etiopia. Uomini armati hanno fatto irruzione nella città di Wollega ed hanno ucciso circa 300 persone indifese, tra uomini, donne e bambini. Persone bruciate dentro le abitazioni date alle fiamme, donne sgozzate e bruciate. E' un vero e proprio inferno in terra". Il grido di rabbia di David, etiope di etnia Amhara che vive nel parmense da quindici anni, è quello di un intero popolo. Abbiamo raccolto la sua testimonianza dopo i massacri avvenuti in alcuni regioni dell'Etiopia, denunciati anche dalle organizzazioni non governative e dalle associazioni per i diritti umani. 

Amnesty International per esempio ha sollecitato le autorità dell’Etiopia ad aprire un’indagine imparziale sulle uccisioni sommarie di oltre 400 amhara, avvenute a Tole Kebele, nella regione di Oromia. Non si è trattato del primo attacco contro la popolazione amhara di Oromia. Quel giorno centinaia di persone vennero uccise e altre decine ferite in un attacco che i sopravvissuti e i familiari delle vittime hanno attribuito all’Esercito di liberazione Oromo (Elo). Amnesty International ha intervistato dieci persone, tra cui testimoni oculari, familiari delle vittime e un funzionario locale. Tutte hanno riferito di uccisioni sommarie, incendi di abitazioni e saccheggi.

Le persone appartenenti all'etnia Amhara che vivono in Italia e in Europa stanno chiedendo aiuto al governo italiano e all'Unione Europea. "Vivo in Italia da più di 14 anni sono di etnia Amhara il mio popolo sta morendo. Inizia cosi la testimonianza choc del 50enne, attivista per i diritti del popolo Amhara, che vive nella nostra provincia da oltre dieci anni. Stanno ammazzando donne, uomini e bambini. Ad ogni attacco muoiono 300 persone, negli ultimi 4 mesi si calcola che siamo morte circa 4 mila persone. Voglio far sentire la mia voce per dire basta alle uccisioni dell'etnia Amhara. La settimana scorsa c'è stato un attacco a Wollega sono persone bruciate e sgozzate, donne incinta uccise, ci sono giovani e anziani morti per strada. Ci sono anche fosse comuni. Le immagini e i video testimoniano questo massacro ai danni dei nostri fratelli". 

“In alcune parti del paese appartenere all’etnia Amhara sta diventando una condanna a morte" ci riferiscono altri attivisti del popolo Amhara con cui abbiamo parlato. "La guerra interetnica dura da 30 anni e ha causato tantissime vittime. Oggi l'etnia Amhara è colpita molto violentemente: persone armate che crediami siano legate al gruppo ribelle di etnia Oromo. Il governo non interviene per mettere fine a questi massacri, come confermato anche dai report delle organizzazioni per i diritti umani".

Gli attivisti Amhara chiedono da far sentire la loro voce in Italia e nei Paesi Europei, per stimolare un intervento di mediazione per arrivare ad una pace nelle zone dell'Etiopia in cui stanno avvenendo i massacri della popolazione civile.

"L'opposizione e la critica al governo di Abiy Ahmed Ali - continua l'attivista che vive nella nostra provincia - non sono consentite: chi cerca di esprimere il proprio dissenso sulle politiche messe in atto viene duramente represso, messo in carcere o peggio. E' successo ad alcuni giornalisti ed alcuni attivisti negli ultimi mesi, compresa una persona molto anziana che nonostante l'età è finita in carcere per aver detto quello che pensava". 

Il gruppo ribelle dell’Elo, l'Esercito di Liberazione Oromo, in guerra con l’esercito federale dal 2019, controlla alcune aree della regione ma ha negato qualsiasi coinvolgimento negli attacchi contro i civili. Ha accusato Addis Abeba di aver sfruttato alcuni ex membri dell’Ola per compiere i massacri.

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