"Ecco dove dormirà stanotte la famiglia con 3 bimbi di Fidenza"

Rete Diritti in Casa replica al comune di Fidenza: "Abbiamo in mano estratti conti Acer e versamenti dei pagamenti: sono colpevoli di essere poveri e in difficoltà?"

Il caso della famiglia con 3 bambini di Fidenza che è stata fatta uscire dal residence, all'interno del quale si trovava da 3 mesi come soluzione di emergenza dopo lo sfratto ha provocato un vero e proprio dibattito a distanza tra la Rete Diritti in Casa e il Comune di Fidenza, che ha replicato al gruppo con un deciso comunicato. Nel frattempo la famiglia stanotte dormirà all'aperto: nell'immagine - fornita dagli attivisti - si vedono i giacigli in cui dormiranno stanotte. 

Ecco la risposta dell'associazione all'Amministrazione Comunale. 

Dopo il comunicato di denuncia della drammatica situazione che si trova ad affrontare la famiglia con 3 minori a Fidenza, prima sfrattata poi allontanata dal residenza dove era stata collocata per emergenza, ci aspettavamo una qualche risposta concreta, invece è arrivata solo la risposta sgangherata del sindaco di Fidenza Massari. Sfidiamo chiunque a trovare la differenza tra toni e contenuti del comunicato del sindaco Pd e quello che avrebbe potuto fare un qualsiasi sindaco leghista.

Lo stile tutto formale e riservato dei servizi sociali di Fidenza e dell'assessore Frangipane viene brutalmente frantumato dal sindaco che apre un fascicolo intero e lo sbatte sui giornali. Non è solo questione di privacy e di senso delle istituzioni. E' anche questione di correttezza dell'informazione e di uso non distorto delle stesse. La famiglia in questione viene presentata come colpevole di tutte le nefandezze, vengono riportati anche i chiacchericci più inconsistenti per dimostrare che giustizia è fatta e che il Comune ha fatto bene a sbattere per strada in piena emergenza coronavirus una famiglia con 3 minori, colpevoli di essere poveri e in difficoltà.

Il sindaco ha voluto calpestare la dignità di queste persone che sappiamo invece essere persone benvolute in città, una famiglia che sta cercando di sistemarsi dopo un momento di difficoltà e di pagare il dovuto. Abbiamo in mano estratti conti Acer e versamenti. Il Comune fa tutto ciò per non ammettere di aver fatto un errore madornale nel portare a compimento lo sfratto, pur sapendo che la famiglia sarebbe comunque rimasta in carico, con spese per di più a carico della collettività.

Anche pretendere ora che la famiglia possa pagare il residence, anche solo in parte, con il solo stipendio che si ritrova, è una assurdità perché qualunque persona razionale può capire che sarebbero soldi gettati nel buco del gabinetto, senza prospettare nessuna soluzione seria per il futuro. La famiglia ha presentato per iscritto al comune circa 20 giorni fa l'unica proposta seria che si può avanzare in questa situazione. Pagare tutto il debito con Acer per poter rientrare nella casa dove aveva vissuto finora e dove sono ancora tutti i mobili e gli oggetti d'uso quotidiano. Di questo naturalmente non fa cenno il Massari nella sua disquisizione giustizialista. La famiglia inoltre nel marasma dei problemi in cui è stata cacciata, rischia di perdere l'unica ancora di salvezza che rimane, lo stipendio del padre di famiglia, considerando che dovendo seguire le drammatiche vicissitudini legate all'alloggio, si trova costretto ad assentarsi spesso dal lavoro.

Vorremmo suggerire inoltre al sindaco e alla sua giunta di prendere atto del fatto che la questione abitativa si sta aggravando pesantemente per tante famiglie che non riescono a pagare l'affitto e le bollette avendo perso lavoro e reddito in conseguenza dell'emergenza coronavirus e che invece di ergersi a sceriffo della situazione dovrebbe cominciare a pensare di dotarsi di qualche strumento in più per farvi fronte. Ci spiace per il sindaco ma sempre più spesso i suoi residenti si presentano ai nostri sportelli e noi non ci tiriamo di certo indietro"

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