"Fare chiarezza sui lavori sull'argine del fiume Baganza"

La consigliera Zamboni si riferisce a un caso che vede coinvolta anche un'azienda privata

La Regione faccia chiarezza e si esprima in merito al ripristino dell'argine storico del torrente Baganza, nella città di Parma, previsto dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) e sulla costruzione, avvenuta durante l'estate scorsa, di un nuovo argine a protezione di alcuni insediamenti privati.

A chiederlo è, in un'interrogazione, la consigliera Silvia Zamboni (Europa Verde), che interroga la Giunta per sapere "se ritiene che sia stata adeguatamente valutata sotto il profilo idraulico, ambientale ed economico la variante apportata, che ha prodotto una perdita della capacità di invaso, ceduta a un soggetto privato, di valore pari al costo per metro cubo invasato dalla cassa d’espansione in progetto a Casale di Felino (61 milioni di euro per invasare 4,7 milioni di metri cubi); se una decisione di tale portata, che modifica profondamente una scelta frutto di un lungo iter di approvazione e di una ampia partecipazione, sia compatibile con la procedura adottata di 'variante automatica' o se, viceversa, la Regione non intenda bloccare il nuovo iter e confermare le indicazioni contenute nel PAI del 2016".

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