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Fidenza, 400 ciocche di capelli dagli studenti per l'ambasciata iraniana

Trasmesse anche due lettere. Una degli studenti fidentini: “Solidali con i giovani arrestati”. E una del Sindaco e dell’assessore Frangipane: “Diamo voce a chi protegge i diritti civili”

Tra Fidenza e Teheran ci sono 4.500 km, 47 ore di automobile e un’unica giovane generazione che nel nome di Mahsa Amini – la 22enne uccisa dal regime iraniano perché  indossava l'hijab in modo sbagliato – ha scelto di scendere in piazza per difendere il valore della Libertà, che non conosce confini, passaporti e gabbie. Politiche, culturali o religiose che siano.

Da settimane in Iran si moltiplicano gli episodi di rivolta contro il regime e in tutto il mondo sono i più giovani a mobilitarsi. Rappresentano in modo eccellente questa solidarietà internazionale gli allievi della 5B SIA, in nome e per conto di tutti gli studenti dell’IISS Paciolo D’Annunzio di Fidenza: sono stati con banchetto e forbici in piazza Garibaldi, durante i giorni della Gran Fiera, hanno lavorato insieme al Comune di Fidenza per far conoscere la loro iniziativa di libertà per la libertà. Sui social, sulla stampa e sulla strada, incontrando l’adesione entusiasta delle persone.

E infine hanno preso una grande busta, con le ciocche di capelli tagliate a circa 400 persone e – ancora una volta insieme all’Amministrazione comunale – le hanno spedite all’Ambasciatore in Italia della Repubblica Islamica dell’Iran, insieme ad una lettera per esprimere “la nostra forte condanna per la repressione del desiderio di libertà delle giovani generazioni. Siamo solidali con gli studenti che sono stati arrestati solo perché manifestavano il loro dissenso nei confronti di un regime duro ed intransigente che spara sui manifestanti, arresta arbitrariamente e tortura”. 

Una prova di umanità e di coraggio che spazza via tutti i luoghi comuni sui giovani disinteressati ai grandi fatti che cambiano la nostra storia e che rimette la palla al centro: “Con gli studenti e le studentesse iraniane chiediamo una società priva di discriminazioni in cui si rispetti la dignità umana e la giustizia – prosegue la missiva degli studenti all’Ambasciatore iraniano –. Nessun dio ordina di maltrattare e sottomettere sia donne che uomini, perché se così fosse sarebbe un dio senza amore e giustizia”. 

Una lettera che mette in fila un pensiero laico maturo e profondo, alla quale si è associata anche la comunicazione firmata dal Sindaco Andrea Massari e dall’assessore alle Pari Opportunità, Alessia Frangipane. 

Lettera ugualmente indirizzata all’Ambasciatore iraniano Hamid Bayat, peraltro padre di tre figli. “Abbiamo aderito all’iniziativa degli studenti e delle studentesse del Paciolo D’Annunzio per dare voce a chi sceglie di proteggere i diritti civili, ragazzi e ragazze mossi da un forte attaccamento ai valori universali inviolabili per ogni essere umano e che oggi rappresentano una preghiera laica alla quale affidiamo un futuro di pace per l’Iran e il suo glorioso popolo”.

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