Finanziato dalla Commissione Europea un progetto dell’Università di Parma sulle cure per l’epatite B

Assegnato oltre un milione di euro allo studio che coinvolge il gruppo di ricerca del professor Carlo Ferrari

Nell’ambito del programma di finanziamento della ricerca europea “Horizon 2020”, la Commissione Europea ha approvato e finanziato il progetto di ricerca SC1-BHC-14-2019 “Stratified host-directed approaches to improve prevention, treatment and/or cure of infectious diseases”, Research and Innovation Action, a cui partecipano diversi gruppi di ricerca europei nel campo della clinica, biologia molecolare, virologia e immunologia dell’epatite B, fra cui quello delle Malattie Infettive dell’Università di Parma. Il finanziamento per l’Ateneo di Parma è di poco superiore a un milione di euro.

Il programma europeo nasce dall’interazione fra il gruppo di ricerca coordinato dal prof. Carlo Ferrari dell’Ateneo di Parma con il gruppo di ricerca del Service d’Hepatologie et Gastroenterologie e del Cancer Research Center dell’Università di Lione coordinato dal prof. Massimo Levrero, visiting Professor presso il Dottorato in Scienze Mediche e Chirurgiche Traslazionali del nostro Ateneo, nel contesto del programma TeachInParma.

Nell’ambito del progetto, il ruolo fondamentale del gruppo di Parma, di cui fanno parte anche il prof. Gabriele Missale e la dott.ssa Paola Fisicaro, sarà quello di caratterizzare e di monitorare l’effetto di alcune nuove molecole ad effetto immunomodulante, già disponibili, sul funzionamento del sistema immunitario dei pazienti infettati. Un ulteriore obiettivo del progetto sarà quello di sviluppare un nuovo vaccino-terapeutico, allo scopo di potenziare selettivamente l’efficacia anti-virale dei linfociti T virus-specifici, la cui disfunzione rappresenta una delle cause fondamentali di persistenza del virus nell’organismo infettato.

L’infezione da virus dell’epatite B rappresenta un importante problema di sanità mondiale con più di 250 milioni di pazienti infettati cronicamente dal virus al mondo, a rischio di sviluppare cirrosi e tumore epatico. Le attuali terapie si basano su farmaci che inibiscono direttamente la replicazione del virus, ma le attuali conoscenze sui meccanismi di protezione anti-virale suggeriscono la possibilità di curare l’epatite B modulando l’azione anti-virale del sistema immunitario. Sulla base di questo concetto, l’obiettivo del progetto è di individuare strategie terapeutiche innovative per l’epatite cronica B attraverso approcci di modulazione e di potenziamento delle risposte immunitarie proteggenti. Infatti, i pazienti con epatite cronica B presentano risposte immunitarie anti-virali specifiche e innate fortemente depresse e funzionalmente deficitarie, per cui possibili strategie terapeutiche innovative si potrebbero basare proprio sulla correzione di questi difetti immunologici selettivi.

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