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forza civica: tutelare le fasce deboli

Controlli "a sorpresa” in asili e ospizi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Le continue denunce fatte da genitori e parenti che segnalano casi di violenza su minori e anziani stanno diventando fin troppo frequenti. Il fatto che lascia basiti è che queste violenze vengano consumate in quelli che dovrebbero essere luoghi atti all’educazione e al benessere dei bambini (asili nido) e luoghi per la cura e il riposo degli anziani (ospizi). Educatrici e operatori sanitari che ripetutamente minacciano, umiliano e puniscono bambini e anziani, e questo fino a quando i carabinieri non scoprono, attraverso videoregistrazioni, gli episodi di maltrattamenti avvenuti. Purtroppo la lista dei casi di violenze e maltrattamenti non accenna a diminuire e questo fenomeno sta diventando un'emergenza a cui bisogna porre rimedio. A questo proposito un grosso aiuto al contrasto di questi fenomeni sarebbe l’ installazione di telecamere nelle strutture per l’infanzia e negli ospizi. Va detto però che il Garante della Privacy nega l’ istallazione delle telecamere per diversi motivi, primo fra tutti la tutela della privacy e della riservatezza dei bambini e degli anziani. Genitori e parenti delle vittime tuttavia non possono e non devono arrendersi a questa posizione, devono combattere la battaglia per il benessere e la tutela dei propri cari ed è agghiacciante pensare di lasciare in queste strutture i propri cari, pensando che siano in mani sicure , affidandoli a persone che dovrebbero trasmettere insegnamenti e cure oltre che amore per il proprio lavoro, e scoprire che quello che avviene è esattamente il contrario. A questo punto la politica dovrebbe fare la sua parte sostenendo davvero queste strutture preziosissime per il benessere dei nostri cittadini, giovani e anziani, ossia rivedere la legge sull’uso generalizzato delle telecamere, stilando un protocollo di utilizzo e co-finanziando l’installazione controllata delle medesime in tutte le strutture. Purtroppo, pur condividendo questa linea, e come già ribadito prima, scopriamo che non è realizzabile per una questione di privacy da entrambe le parti, educatori/operatori e minori. Pertanto a nostro avviso l’unica cosa concreta che si potrebbe davvero fare nell’immediato sarebbe quella di chiedere l’istituzione di un ufficio preposto che consenta di inviare “controlli a sorpresa” negli asili e negli ospizi e, per garantire un servizio a 360 gradi, anche un controllo periodico da parte delle ASL nelle mense scolastiche, coinvolgendo genitori e parenti in una raccolta firme per l’istituzione di queste due proposte. Crediamo che queste idee, concrete, realizzabili, lontane dalla solita demagogia, possano rappresentare, almeno finchè non cambierà la legge sulla privacy, per la comunità educativa e non solo, un’opportunità di crescita, di responsabilizzazione e di consapevolezza.

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