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Gente d'Oltretorrente: i volti degli abitanti sui 450 metri quadrati del muro farnesiano

L’artista Alessandro Tricarico, vincitore della call Temporary Signs ha utilizzato la fotografia e il video per raccontare un quartiere attraverso i suoi abitanti

“De d’la da l’acqua - Gente d'Oltretorrente” è il progetto vincitore della call di Parma 2020+21 “Temporary Signs”, rivolta a giovani artisti italiani e internazionali under 35.  

L’artista foggiano Alessandro Tricarico ha utilizzato la fotografia e il video per raccontare un quartiere attraverso i suoi abitanti.

Il muro farnesiano che affaccia sul torrente, nel tratto compreso tra Strada D'Azeglio e il ponte Verdi, è stato rivestito dai panelli cartacei che raffigurano i volti della comunità del quartiere Oltretorrente, dal quale il progetto prende il nome, e ne colgono le peculiarità. 

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Una vera e propria "ricognizione antropologica" raccontata su carta, che si estende per 450 metri quadrati, esito della residenza artistica che Tricarico ha svolto nei mesi scorsi, entrando in confidenza con gli abitanti del quartiere, ascoltando e trascrivendo le loro storie – “metaforici mattoni” che ne definiscono l’identità.  

TEMPORARY SIGNS
E’ la seconda open call di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, promossa dal Comune di Parma in partnership con l’associazione GAI – Giovani Artisti Italiani, e con la collaborazione di BJCEM - Association Internationale pour la Biennale des Jeunes Créateurs d'Europe et de la Méditerranée.  Temporary Signs è un progetto di riscrittura ambientale rivolto gli artisti under 35 e ai loro progetti scultorei, installativi e di architettura temporanea per reinterpretare i luoghi e gli spazi della città di Parma. Sei installazioni artistiche temporanee che rimarranno visibili e visitabili dalla cittadinanza sino alla fine dell'anno.  

Scoprile su https://parma2020.it/it/temporary-signs/ 

  

BIOGRAFIA ARTISTA 

Alessandro Tricarico nasce sul Gargano nel 1986. Le prime fotografie le scatta nel 2010 a Bologna. Come fotogiornalista pubblica su diverse riviste come l’Europeo, la Repubblica, il Manifesto e il Financial Times.  Nel 2013 si trasferisce in Tunisia per raccontare lo strascico delle rivolte arabe e lo sfruttamento nelle miniere di fosfato al confine algerino.  Con “Mediofondo Primavera”, un progetto sul calo demografico nei piccoli borghi pugliesi, è stato selezionato tra i 10 finalisti al Festival della fotografia etica di Lodi, tra oltre 600 partecipanti. Dal 2019 ha unito la denuncia sociale all’arte pubblica, utilizzando la poster art come mezzo espressivo. 

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