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Domenica, 19 Maggio 2024
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Giornata della Memoria: a Traversetolo posate due “pietre d’inciampo” alla memoria di una coppia di ebrei bosniaci

Clara Baruk (53 anni) e Hermann Alkalay (60 anni) sono deceduti nei campi di sterminio in Germania

Toccante cerimonia di posa di due “pietre d’inciampo”, questa mattina, nella piazza del municipio di Traversetolo. Sono iniziate così, martedì 24 gennaio, le iniziative organizzate dal Comune di Traversetolo insieme a diverse realtà locali per celebrare la Giornata della Memoria 2023. In piazza V. Veneto, sono state posate due “pietre d’inciampo” alla memoria di una coppia di ebrei bosniaci confinati durante il periodo bellico nel Comune, Clara
Baruk (53 anni) e Hermann Alkalay (60 anni), deceduti poi nei campi di sterminio in Germania. 

Le pietre sono state posate davanti al municipio perché la casa della coppia non esiste più. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l'Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma e con la collaborazione di Sonia Moroni e Marcello Orzenini.

Sono intervenuti il sindaco Simone Dall’Orto e il vicesindaco Elisabetta Manconi per il Comune di Traversetolo, il direttore di Isrec Parma Marco Minardi e per Anpi Marcello Orzenini. Erano presenti anche classi dell’Istituto tecnico economico Mainetti e dell’Istituto comprensivo, tra cui la
quinta D della primaria “D’Annunzio”, che ha letto un'anticipazione del lavoro teatrale che sta proprio sulla vicenda che ha coinvolto i profughi in questione, coordinato dalla docente Rossana Monica.

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Negli anni che vanno dal 1942 al 1944, alcuni traversetolesi, cui è dedicato un cippo in via Rimembranze - Alberto Buffetti, Enrico Molinari, Clemente Montanarini e Mecha Vismara -, si prodigarono per portare in salvo oltre confine un gruppo di ebrei stranieri qui confinati: Clara Baruk
e Hermann Alkalay, però, non vollero affrontare i disagi del viaggio. La vicenda è stata trattata nella pubblicazione "Terra Nostra", edito nel 2006 dall’Amministrazione comunale, a cura di Isrec Parma e di Moroni e Orzenini.

“È stato un onore aderire all'iniziativa di Isrec – ha esordito il sindaco Dall’Orto. Rivolgo un ringraziamento all’Istituto e a tutti coloro che oggi sono qui e che rievocheranno la storia per tenere vivo il ricordo di quanto successo nei periodi più bui del nostro passato in modo che certe tragedie non si ripetano, mai più”. Il vicesindaco Manconi, che ha illustrato tutto il programma delle iniziative, si è rivolta in particolare agli studenti e alle studentesse presenti: “Siete voi che portate avanti la memoria. 

Dovete studiare e conoscere, perché la conoscenza è il primo strumento che porta alla tolleranza, e tenere alta l’attenzione, perché quello che avviene ancora oggi in tante parti del mondo ci insegna che certi episodi drammatici sono sempre in agguato”. Il direttore di Isrec Minardi ha ricordato che è dal 2017 che Parma e la sua provincia hanno aderito al progetto delle “pietre d’inciampo”, “nato nella testa e nel cuore di Gunter Demnig, artista
tedesco che si è chiesto come ricordare chi morì nei campi di sterminio. Alla fine scelse questa forma, nel tentativo di dare nome e cognome a chi finì la sua vita in quei luoghi. In Italia furono centinaia di migliaia di persone. L’invito è anche a prendersi cura di queste pietre, che è un modo
per ricordare”.

La vicenda dettagliata della coppia è stata quindi raccontata dalla ricercatrice di Isrec Irene Rizzi. La storia di questi due stranieri si intrecciò con quella di Traversetolo in quanto dalla Bosnia, dove iniziò una polizia etnica, rifugiarono a Spalato, e da lì a Traversetolo. Il 30 novembre 1943 furono 
arrestati. Dapprima furono in campi di internamento provinciali, poi il 10 aprile Clara fu deportata ad Auschwitz, dove morì in data ignota, mentre Hermann morì a Buchenwald. “Oggi – ha detto - ricordiamo anche la bella storia di solidarietà di chi cercò di far fuggire il gruppo di ebrei
confinati a Traversetolo: la memoria è qualcosa di vivo che dobbiamo rinnovare quotidianamente”.

La docente Rossana Monica ha poi spiegato il percorso che ha portato la classe V D a realizzare un  spettacolo teatrale sulla vicenda, che sarà pronto a breve: “I bambini di quinta di oggi, in genere, non hanno più nonni che raccontano queste vicende. Come trasmettere, dunque, la
memoria? Incontrando i testimoni e traducendo questi incontri in uno spettacolo”. Anche nelle parole di Marcello Orzenini un ricordo speciale per i traversetolesi che aiutarono gli ebrei a fuggire: “La Resistenza civile, di cui Traversetolo fu parte importante, è stata altrettanto importante di quella armata. Ho frequentato per anni il dottor Molinari, ma non mi ha mai dettonulla di questa storia, ne sono venuto a conoscenz a dal figlio: i veri eroi sono fatti così”.

Il progetto “Pietre d’inciampo”
Al progetto “Pietre d’inciampo” Parma ha aderito nel 2017 grazie alla collaborazione dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea con la Fondazione 'Stolpersteine' di Gunter Demnig, l'artista tedesco, ideatore del progetto, che ha avviato questo lavoro di preservazione della
memoria. Demnig, dal 1992, gira tra l’Europa per posare le “Stolpersteine” – “pietre d’inciampo” –, sampietrini ricoperti da una lastra di ottone incastonati nell’asfalto o nella pavimentazione di strade e marciapiedi con lo scopo di segnalare i luoghi in cui vivevano o lavoravano uomini e
donne, arrestati, deportati e uccisi nei campi di concentramento e di sterminio nel III Reich. Le pietre, diffuse nel tessuto urbanistico delle città, recano poche informazioni essenziali: nome del deportato, luogo e data di nascita e di morte, se conosciuti. Questi pochi elementi riportati sulla
superficie in ottone si ripropongono in realtà di restituire un’individualità a quanti – nel progetto nazista – dovevano essere ridotti a un semplice numero di matricola, e il cui corpo e le cui storie si sono perse nella tragedia della Shoah e dell’annientamento della diversità, politica, razziale e
fisica. L’“inciampo nella memoria” persegue lo scopo di far riflettere chi si imbatte nella pietra, nella maggior parte dei casi casualmente, proprio su questi temi.

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