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I giovani tra pandemia e Dad: "Stressati dal lockdown e abbandonati dalla politica, ora servono sportelli psicologici nelle scuole"

Petra Colombo, psicoterapeuta di Parma: "Persa la loro socialità, ma sono molti di più gli adolescenti che hanno agito e agiscono in maniera positiva"

"Super stressati per il lockdown e la mancanza di socialità, giudicati troppo frettolosamente dagli adulti, che non sono riusciti a capire le loro situazioni di disagio"Come gli adolescenti parmigiani hanno vissuto la pandemia e il lockdown e come vivono, oggi, il post-pandemia, la Didattica a distanza e i continui cambiamenti delle regole anticontagio nelle scuole? Abbiamo cercato di rispondere a queste domande e di analizzare la situazione con Petra Colombo, psicoterapeuta di Parma che si occupa principalmente di giovani ed adolescenti. 

Come il lockdown, le limitazioni alla mobilità e le chiusure hanno influito sugli adolescenti parmigiani? 

"Oggi gli adolescenti sono molti più controllati rispetto a quelli di qualche generazione fa: hanno una vita molto più organizzata, più impegni prestabiliti. E' molto più difficile che abbiamo degli spazi di verà libertà e di autonomia vera e propria. In generale hanno meno libertà di movimento che un tempo. Il lockdown ha ulteriormente ristretto la loro libertà di movimento. Si sono ritrovati a dover passare molto tempo in casa e in famiglia, anche con la presenza di genitori che prima erano molto più assenti. E' stata la fascia di età che più di altre si è vista ribaltare completamente la propria esistenza. Hanno perso la socialità e la possibilità di vedere altre persone, hanno anche avuto meno strumenti per capire la portata della pandemia. Con il lockdown gli adolescenti sono stati intrappolati in un ulteriore stress". 

E' plausibile che la chiusura delle possibilità di socialità abbia provocato un aumento della violenza ?  

"Penso che sarebbe abbastanza pretestuoso incolpare il lockdown e la pandemia di certe situazioni. Inanzitutto dobbiamo distinguere: un conto è la frustrazione, un conto sono le risse, un conto gli atteggiamenti violenti e criminali. Mi sembra che a volte si giudichi in un'ottica un pò ristretta. Oggi i ragazzi sono sottoposti a moltissimi giudizi negativi. Credo che siano molti di più gli adolescenti che agiscono in maniera positiva. Vista la quantità enorme di frustrazione se il lockdown avesse aumentato così tanto gli istinti violenti avremmo assistito a risse ogni giorno. Alcuni genitori si lamentano che i figli passavano troppo tempo al cellulare: però i compiti li dovevano fare in Dad al cellulare, per parlare con un amico o con i nonni dovevano usare sempre il cellulare. Tanti ragazzi mi hanno detto che non gli bastava più sentire gli amici solo al telefono ma volevano uscire: il loro bisogno di socialità è essenziale". 

Quale potrebbe essere un'azione efficace per tornare alla 'normalità' dopo il periodo di crisi? 

"Offrire degli spazi di socialità anche perchè i giovani sono stati dimenticati dalla politica. Una città come Parma ad un 15enne cosa offre? Se vai al Battistero a mangiarti un gelato ti danno una multa: già prima non riuscivano a trovare valvole di sfogo, figuriamoci durante la pandemia. C'è tanta sofferenza negli adolescenti che viene sottovalutata: chi è vittima di bullismo, chi si sente addosso lo stress da prestazione. Nella nostra generazione, quella senza internet, gli effetti sarebbero stati molto più gravi. Per fortuna oggi gli adolescenti hanno alcune possibilità di comunicazione alternative: spesso però questi strumenti vengono demonizzati dai genitori che, altre volte invece, li lasciano senza controllo Sarebbe opportuno promuovere corsi di educazione alla tecnologia e ai social media e finanziare sportelli psicologici e per il supporto emotivo a scuola". 

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