Gli studenti del Romagnosi non ci stanno: "Ma che fascismo..."

"La nostra scuola non si basa su questi principi: la civetta non è l'aquila"

Un simbolo 'equivoco', che richiama - secondo qualche professore del Liceo Romagnosi di Parma - l'aquila della Repubblica Sociale Italiana. La civetta, animale sacro a Minerva che nella mitologia romana era la Dea della Sapienza, a sentire il vociare che si è scatenato lontano dall'istituto, avrebbe un richiamo all'aquila della simbologia fascista. L'aspetto fermo dell'animale che guarda avanti, avrebbe urtato la sensibilità di qualche professore e - soprattutto dei genitori - che se lo sono visti sulle felpe dei propri figli. 

Malgrado gli studenti avessero ricevuto l'ordine da parte del preside Guido Campanini di non rilasciare dichiarazioni, siamo riusciti a raccogliere le impressioni dei ragazzi che uscendo di scuola si sono fermati senza paura a commentare un caso che piano piano si sgonfia, rimanendo in attesa di un comunicato stampa che sarà redatto tra giovedì e venerdì, dopo la riunione con i rappresentanti degli stessi alunni. "Non credo che il logo sia ambiguo e che la cosa sia stata voluta. Facciamo il Liceo Classico e i principi di questa scuola non sono basati sul fascismo", spiega decisa una ragazza che poi ha convinto anche la sua compagna a dire la sua. "Secondo me non è ambiguo, perchè l'immagine è abbastanza diversa e non penso che sia stata intenzione dei 4 rappresentanti richiamare a ideologie fasciste, soprattutto in questa scuola". Un ragazzo taglia corto mentre fuma la sua sigaretta. Si sbarazza veloce degli auricolari e incalza: "Non è un simbolo ambiguo perchè si vede che gli animali sono diversi, Punto. Non c'è tanto da aggiungere". Un suo compagno gli fa eco, e da qui si capisce come la maggioranza degli studenti, anche quelli che non vogliono rilasciare dichiarazioni, siano convinti che la civetta stia all'acquila come il fascismo può stare in un Liceo. "Credo che se alcuni docenti non avessero fatto questa polemica nessuna si sarebbe accorto di questa similitudine". Niente drammi, almeno secondo un ragazzo che si stacca dal gruppo e fa: "Nessuno si era accorto del riferimento al fascismo, nessuno si sarebbe aspettato che arrivassero queste accuse di riferimenti al fascismo". 

La polemica è viaggiata anche su Facebook grazie al post dell'ex rappresentante d'istituto Jacopo Rosa e coordinatore provinciale dei Giovani di Forza Italia: ecco il suo post. "Come ex Rappresentante d'Istituto del Liceo Classico Romagnosi sono profondamente disgustato dal comportamento di alcuni docenti nei confronti degli attuali rappresentanti. Mi avevano insegnato che il Liceo Classico, prima ancora di essere una scuola come le altre, fosse un luogo di confronto e di cultura, non di repressione e censura fondate sul sospetto. Queste ultime sono, come mi hanno sempre detto, contrapposte ai valori su cui si fonda lo stesso Liceo Classico. Questa paura folle di qualcosa che la storia stessa ha già condannato ed estinto ha sempre spinto molti insegnanti a non guardare con oggettività e senso critico la realtà, prerequisiti fondamentali per affrontare lo studio di qualsiasi materia (così mi hanno insegnato al Romagnosi). Accusare dei ragazzi innocenti e boicottare la realizzazione del merchandising d'istituto per la convinzione che il logo proposto richiami quello della Repubblica Sociale Italiana è un fatto gravissimo che non può certo passare "sotto l'uscio". Sarebbe ora che molti docenti (trinariciuti) si rendessero conto che il '68 e lo stesso fascismo sono passati da un pezzo! Visto quanto amavo quel luogo, è un grande dispiacere per me venire a conoscenza di tali vicende. Romagnosini, sono e sarò sempre con voi!"

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