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Green Pass, la certificazione vale per 9 mesi: basta la prima dose del vaccino

Ecco come ottenerlo: servirà per accedere a matrimoni, battesimi ma anche a convegni e discoteche

Il green pass arriverà entro la seconda decade di giugno. Il Governo, nel decreto appena entrato in vigore, ha stabilito che la certificazione di avvenuta vaccinazione, di guarigione o un tampone con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l'evento, servirà per poter partecipare alle feste dopo matrimoni, battesimi, cresime e comunioni. Ma si sta lavorando per estendere l'utilizzo anche ad altri appuntamenti: i congressi, i convegni, le competizioni sportive e le discoteche. 

Cos’è un green pass?

E’ un’attestazione che certifica come la persona in questione sia in possesso degli anticorpi contro il coronavirus, dunque non può essere un pericolo per sé o per gli altri o, la certificazione di essere negativo al Covid. Proprio per questo ci sono dei casi specifici che possono accedere alla certificazione verde: 

  • chi ha avuto il Covid e poi si è negativizzato
  • chi si è vaccinato contro il virus 
  • chi ha fatto un tampone antigenico rapido o molecolare, il cui risultato sia inevitabilmente negativo. 

Secondo il Sottosegretario Sileri, a brevissimo quelle persone potranno sicuramente spostarsi all’interno del Paese senza badare al colore delle Regioni. Non solo: il certificato verde, e anche questa è una novità, sarà rilasciato anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino e ha validità dal 15esimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale. 

Nel caso di certificato vaccinale la durata è di 9 mesi. Il certificato di avvenuta guarigione dal Covid dura 6 mesi dalla data di fine isolamento. Il referto del tampone negativo, molecolare o antigenico, vale solo 48 ore dal prelievo.

La certificazione poi non sarà niente di particolare. Sono semplicemente le “ricevute” delle 3 pratiche di controllo e prevenzione del Covid. Se ci si vaccina, è l’attestazione dell’azienza sanitaria di avvenuta vaccinazione; se si è guariti dal Covid, basterà chiedere un certificato al proprio medico di famiglia e se si è fatto il tampone, bastala ricevuta del medico o del farmacista. 

Tutto questo consentirà ampi margini di manovra per chi vorrà viaggiare, quanto meno in Italia. Chi vuole andare all’estero deve avere ancora un po’ di pazienza. Nel senso che si può anche usare il green pass per l’estero, ma quando verrà introdotto il Digital green certificate, bisognerà fare fede a quello. Fino ad allora, meglio informarsi sui paesi dove il certificato verde italiano sia accettato. 

Alcuni esempi? In Spagna è necessario il risultato negativo di un test del tampone 72 ore prima della partenza, in Grecia serve anche il certificato vaccinale. Nel Regno Unito sono necessari 10 giorni di quarantena e due tamponi da prenotare e pagare prima del viaggio. Invece l'ingresso negli Usa è attualmente vietato agli italiani e a chi è stato in Italia nei 14 giorni precedenti. Ci sono due eccezioni: la prima riguarda i residenti permanenti negli Stati Uniti e i familiari dei cittadini americani. La seconda è aver viaggiato con un volo Covid-Free o Covid-tested. Si tratta di viaggi che collegano quattro scali italiani - Roma, Milano, Napoli e Venezia - con gli aeroporti di Stati Uniti, in Canada, Emirati Arabi e Giappone. Chi viaggia su queste tratte deve sottoporsi a un test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti alla partenza e a un secondo tampone all’arrivo, ma non è obbligato a un periodo di isolamento fiduciario.

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