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Mercoledì, 28 Settembre 2022
INTERVISTA ESCLUSIVA

"Ho denunciato gravi irregolarità ai vertici dell'Ospedale e della Regione, ma nessuna risposta. La mia sospensione? Scoperta su WhatsApp"

Intervista all'infettivologa Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria all’università di Parma e direttore della clinica pediatrica all’ospedale 'Pietro Barilla' dell’Azienda ospedaliera-universitaria

"Ritengo che l'onestà sia uno dei requisiti fondamentali per chi vuole esercitare la professione di medico. A fronte di irregolarità e situazioni gravi o gravissime in alcuni casi, che potevano e possono mettere a repentaglio la salute pubblica, mi sono sentita in dovere di comunicarlo ai vertici prima dell'Ospedale e poi della Regione. Non ho ricevuto nessuna risposta da nessuno dei due enti". 

Susanna Esposito, infettivologa, professore ordinario di Pediatria all’università di Parma e direttore della clinica pediatrica all’ospedale Pietro Barilla dell’Azienda ospedaliera-universitaria di Parma, parla per la prima volta dopo il provvedimento di doppia sospensione a suo carico. 

Ci spieghi come è andata

"Non posso entrare nel dettaglio. Ritengo però che l'onesta sia un valore su cui si basa la professione. E' venuta meno, mi sento amareggiata e depressa, considero questo episodio come un fallimento del sistema in cui credo. Io non posso entrare nel dettaglio, ci sono indagini in corso e il mio asupicio è che la Procura della Repubblica di Parma possa fare chiarezza su quanto accaduto".

Secondo quanto si legge sul comunicato stampa diffuso dalla Fisi, lei avrebbe fatto presente agli uffici regionali preposti che i posti letto a disposizione dei bambini ucraini e accessibili all'ospedale dei Bambini erano superiori a quelli effettivamente comunicati dall'Azienda ospedaliera universitaria. E' così?

"La cosa strana è che dai vertici regionali non ho ricevuto alcuna risposta su una segnalazione partita nove mesi fa. Eppure la Regione sembrava interessata all'assistenza dei bambini ucraini, soprattutto nelle fasi iniziali del conflitto, il presidente Bonaccini aveva sottolineato il dovere dell'assistenza mettendo a disposizione fondi e impegnandosi in prima persona per predisporre tutti gli apparati necessari. Io ho riscontrato delle irrgolarità e mi sono limitata a segnalarle. Tra l'altro è una cosa che compete a un direttore d'azienda".

E come ha scoperto della sospensione?

"Sono venuta a conoscenza del provvedimento di sospensione solo grazie alla mia collaboratrice. Quello dei tre mesi l'ho scoperto alle 23.17, attraverso un messaggio whatsapp. Mi sono limitata ad aprire la pec e ho trovato la comunicazione: mi era stata notificata alle 4 del pomeriggio. Così ho scoperto che sarei dovuta rimanere a casa. Sarei tornata il 27 luglio a lavoro, ma sull'albo pretorio del sito dell'azienda ho trovato la sospensione, il secondo provvedimento della durata di novanta giorni e dopo 3 ore ho ricevuto una pec. E' andata così". 

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