I pediatri: l'ora d'aria ai bambini è una scelta prematura

C'è preoccupazione rispetto alla decisione di concedere ai bambini la possibilità di fare passeggiate all’aperto con i propri genitori

In una lettera aperta alle istituzioni regionali e agli organi sanitari regionali i rappresentanti sindacali della pediatria di Parma e provincia, uniti dal direttore della UOC Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma e direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Parma Susanna Esposito, esprimono preoccupazione rispetto alla decisione di concedere ai bambini la possibilità di fare passeggiate all’aperto con i propri genitori.

In riferimento alla cosiddetta ”ora d’aria” concessa ai bambini e autorizzata ieri dal Viminale, esprimiamo il nostro dissenso in qualità di rappresentanti dei pediatri di Parma e provincia. Riteniamo, infatti, che tale scelta sia prematura e possa compromettere le misure restrittive che stanno finalmente portando ad osservare una minore pressione sul sistema sanitario. La nostra preoccupazione deriva dalla realtà epidemiologica di Parma, dove l’incidenza e la prevalenza di malattia da COVID-19 resta elevata e dove tuttora ogni giorno si contano numerosi decessi. Sappiamo bene i duri sacrifici che hanno coinvolto tutte le famiglie e l’importanza dell’attività motoria e del gioco per i bambini ma non sarà certo un posticipo di tale opportunità a comprometterne l’equilibrio psico-fisico nei primi anni di vita. Adesso l’obiettivo è quello di controllare in modo strettissimo i focolai epidemici di COVID-19 anche intra-familiari e riteniamo che posticipare l’uscita dei bambini fino almeno al 13 aprile, data di proroga delle misure restrittive, sia importantissimo per il controllo dell’epidemia. Inoltre, non essendo l’”ora d’aria” indispensabile, essendo difficilissimo per un bambino rispettare la distanza sociale e le strette indicazioni igieniche raccomandate per gli adulti, non essendo disponibili dispositivi di protezione individuale di taglia adatta ai primi anni di vita, consideriamo che una simile richiesta sia un segno, oltre che di irresponsabilità, di mancanza di rispetto nei confronti di chi purtroppo è deceduto per COVID-19 e di chi si sta sacrificando, anche nei confronti dei propri cari, mettendosi al servizio della comunità con lavori essenziali. Fiduciosi anche noi che “andrà tutto bene”, come ci hanno scritto spesso i nostri pazienti, riteniamo da specialisti quali siamo che, nell’interesse dei bambini stessi e dei loro familiari, posticipare la passeggiata all’aperto per i piccoli almeno fino alla data in cui saranno terminate le misure restrittive per tutta la popolazione (attualmente fissata per il 13 aprile) sia oltremodo necessario al buon esito di questa emergenza. Vi chiediamo, quindi, un supporto istituzionale in modo che alle famiglie arrivi un messaggio univoco dal punto di vista scientifico e politico.

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