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I ristoratori tornano a respirare: "La zona gialla è una boccata d'ossigeno ma non basta"

Da ieri, 1° febbraio l'apertura è consentita fino alle ore 18: "Speriamo di poter riaprire presto anche a cena"

Ieri, lunedì 1° febbraio, Parma è entrata in zona gialla. Da ieri i locali, ristoranti e bar, hanno la possibilità di aprire fino alle ore 18. Un orario che per i ristoratori, colpiti gravemente dalla crisi economica dovuta alle chiusure forzate per le regole anticontagio, significa apertura a pranzo. Sono stati tanti i locali che già da ieri hanno deciso di riaprire mentre altri riprenderanno l'attività nei prossimi giorni.

"Abbiamo riaperto e speriamo che da oggi in poi la situazione migliori progressivamente: abbiamo bisogno di avere clienti - sempre rispettando le misure di sicurezza - per sperare di poter tenere aperta la nostra attività" sottolinea il gestore di un locale di Parma.

"Si, siamo in zona gialla ed ora spero che tutti rispettino le regole - come abbiamo sempre fatto anche noi - e che i contagi non aumentino. Solo in questo modo potremmo restare in zona gialla e continuare a tenere aperto, almeno fino alle 18, senza rischiare multe e sanzioni" commenta il titolare di una pizzeria in città, che ieri ha sperimentato la prima apertura a pranzo. "I clienti? Si, alcuni sono arrivati ma chiaramente noi lavoriamo sempre di più in orario serale. Altri clienti affezzionati però ci verranno a trovare nei prossimi giorni per sostenerci e questo ci fa molto piacere". 

C'è chi, invece, spera in una riapertura a breve anche durante l'orario serale. "Bene la zona gialla, ora speriamo di poter riaprire anche a cena, magari dalla metà di febbraio. Noi puntiamo soprattutto sulle serate  e sugli aperitivi: è in quelle ore che i nostri clienti abituali frequentano il locale". 

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