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Il 53,8% di autonomi parmigiani a "rischio evasione"

Sotto la media regionale

Parma presenta una quota di autonomi ritenuti contribuenti “a rischio evasione” pari al 53,8%, percentuale in linea con il dato nazionale (appunto il 55,9%, 1,53 milioni di italiani). Guardando i dati diffusi dal Mef elaborati dal Sole 24 ore rispetto alle dichiarazioni 2023 delle partite Iva risulta inoltre come il reddito medio del 2023 dai contribuenti ‘inaffidabili’ si attesti intorno a 21.436 euro a fronte dei 71.376 euro dichiarato dai contribuenti giudicati affidabili, con una forbice quindi del 70% (le media nazionale è del 71,6%).

A livello nazionale Il Sole 24 ore dà conto di un’espansione ulteriore della platea degli inaffidabili (dal 55,4% dello scorso anno al 55,9% del 2023; al Sud, la quota sale al 58%). Così come si è allargata la forbice dei redditi di chi ha un voto Isa basso (dichiarazione media 22.165 euro) e dei contribuenti invece ‘promossi’, con una differenza del 71,6% in meno rispetto ai 78.142 euro dei contribuenti promossi dalle pagelle fiscali.

Mettendo in classifica le Regioni sulla base della quota dei contribuenti a rischio evasione sul totale, i primi nove posti sono occupati dalle Regioni del Sud (Molise, Basilicata e Calabria) dove solo il 40% circa delle dichiarazioni raggiunge la sufficienza. Anche nelle regioni più virtuose (Liguria, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia), le dichiarazioni "inaffidabili" sono la maggioranza.

Guardando all’Emilia Romagna, con percentuali superiori alla media italiana di contribuenti inaffidabili troviamo Forlì Cesena (57,1%), Ravenna e Ferrara (56%), Modena (56,4%). Sotto la media Reggio Emilia (55,4%), Bologna (54%) e Parma (53,8%).

“L’analisi del Sole e il quadro fornito dal ministero è messo in relazione all’applicazione di quello che è chiamato concordato preventivo, il meccanismo per il quale Fisco proporrà alle partite Iva di aderire su base volontaria ad un accordo sul reddito dichiarato per evitare gli accertamenti da parte dell’Erario - spiega l'assessore Juri Magrini -. Uno strumento attraverso il quale il Governo punta a raccogliere le risorse necessarie a sostenere la riforma fiscale che dovrebbe condurre alla sbandierata flat tax vista dall’esecutivo come la strada maestra per alleggerire la pressione sul ceto medio. Al netto delle valutazioni sulla riforma, più incline al populismo che al pragmatismo, resta il fatto che nella lettura di questi numeri sull’affidabilità fiscale delle partite Iva non emerge un aspetto: il calo del reddito dichiarato deve essere messo in relazione non solo con la tendenza all’evasione ma anche e forse soprattutto con una minore redditività delle partite Iva, alle prese come tutti con un innalzamento delle spese e l’inflazione".

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