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Il Comune di Parma ha adottato il suo primo Bilancio di genere

"ll Bilancio di Genere non è un 'bilancio delle donne', ma un bilancio finalizzato a certificare gli effetti positivi che le politiche messe in atto hanno avuto su tutta la nostra società, pur perseguendo l’affermazione di diritti individuali", dice L'Assessora Nicoletta Paci

In mattinata nella Sala di Rappresentanza del Municipio è stato presentato il primo Bilancio di Genere del Comune. Un documento che analizza e valuta le scelte politiche e gli impegni economico-finanziari di un’amministrazione in un’ottica di gender mainstreaming, incorporando cioè nel programma amministrativo e nella declinazione dei suoi obiettivi una prospettiva di genere. Il bilancio da documento contabile e specchio delle scelte politiche di un'amministrazione arriva a ricomprendere nei diversi momenti della programmazione, attuazione e valutazione dell'impatto se le scelte organizzative operate dall’ente agiscano su bisogni differenziati, in sintesi che tutti – donne e uomini - ne traggano beneficio. 

Dotarsi di un bilancio di genere, applicarlo nella vita e negli iter amministrativi vuol dire muoversi verso una società maggiormente paritaria, impegnarsi affinche' le differenze non si trasformino in diseguaglianze. Proprio l’analisi del bilancio può contribuire a ridurre o a rimodulare le disparità tra i sessi in termini di risorse economiche: che sono la condizione precipua per attuare servizi, realizzare iniziative, aumentarne l'offerta o la platea di coinvolgimento. In una parola migliorare la politica di ente verso la sua città: perchè in questo strumento la città, con le diverse quote sociali, con i suoi bisogni particolari si affianca ai capitoli di spesa e di entrata. 

"Il Presidente Stefano Rodotà aveva definito Parma Città dei Diritti" ha sottolineato il Sindaco Federico Pizzarotti nelle premesse "Abbiamo creduto in questi valori e in questo cammino. La strada è ancora tortuosa e ostacolata da crisi internazionali che minano le certezze degli italiani. Crediamo che questi fenomeni possano incidere sulla serenità di ognuno di noi, ma ciò nonostante, e proprio in virtù di ciò, puntare sulla qualità della vita, sull’abbattimento delle disuguaglianze, sulla difesa dei propri diritti, sul bisogno individuale delle cittadine e dei cittadini di Parma credo sia ancora la strada giusta da percorrere per inseguire un sogno. Il sogno di una città che ha scelto mettere al centro del suo sviluppo e della crescita economica la cultura dei diritti e del progresso umano e civile." 

Il gruppo di lavoro che ha redatto il documento ha illustrato il lavoro svolto. 

Simona Colombo Dirigente del Settore Pari Opportunità ha sottolineato come “la scelta metodologica attuata abbia voluto mantenere un confronto tra il monitoraggio interno dei progetti posti in essere dall’Amministrazione e la ricaduta sulla cittadinanza per il 2021 enucleando le attività più significative nell’analisi del 2021”. Fabrizia Dalcò coordinatrice del Settore ha sottolineato la coesione del gruppo di lavoro che, a raggera, ha diffuso la convinzione all’interno dell’ente dell’utilità di orientare la rendicontazione e l’analisi delle scelte dell’Amministrazione grazie a questo strumento già da tempo adottato dalla Regione E.R. e dall’Università di Parma”. Paola Azzoni Dirigente del settore finanziario e gestione economica del personale del Comune di Parma insieme a Monica Bottoli ha raccontato come “i flussi e le attività dell’Ente sono state riclassificate,  suddivise in incisive, neutre o sensibili nei confronti di un impatto della dimensione delle donne. Si è trattato di un lavoro inedito che ha avuto bisogno di verifiche ed interpretazioni, nel quale sono emerse anche diverse criticità che, nei prossimi anni, andremo senz’altro a migliorare”.    

La redazione del primo Bilancio di Genere del Comune di Parma racconta un Ente attento in maniera significativa alle politiche direttamente inerenti al genere poiché negli anni la percentuale si assesta fra lo 0,64% e lo 0,51%, con una percentuale che si assesta fra il 41% e il 40% tenuto conto delle spese su aree sensibili al genere (rispetto ad un valore di 0,30%  contenuto nei dati di bilancio del Mef). 

La riclassificazione applicata ha dimostrato la capacità del Comune di Parma di veicolare e spendere risorse con attenzione al genere. E' stata scelta una formulazione triennale del Bilancio tenendo conto del periodo straordinario vissuto nell'ultimo biennio investito dalla pandemia è stato necessario, per una valutazione obiettiva comparare e comprendere appunto un triennio e per una maggior comprensione sono stati evidenziati nei vari settori progetti specifici.  

"ll Bilancio di Genere non è un “bilancio delle donne”, ma un bilancio finalizzato a certificare gli effetti positivi che le politiche messe in atto hanno avuto su tutta la nostra società, pur perseguendo l’affermazione di diritti individuali. Una società equa è una società da cui tutti possono trarre vantaggio e vivere meglio. L'abbiamo con convinzione istituito" dice L'Assessora Nicoletta Paci " poichè dotandosi di uno strumento come il Bilancio di Genere, l’Amministrazione è in grado di avere coscienza degli impatti che le proprie azioni hanno sulla vita pubblica e contemporaneamente di capire dove intervenire per migliorare la propria azione in un’ottica di equità. Gli Enti locali hanno una grande responsabilità, perché è a livello locale che si mette alla prova il sistema sull’efficacia delle politiche antidiscriminatorie. Partendo dal proprio Ente, le amministrazioni devono sentire il dovere di promuovere cambiamenti efficaci e duraturi per migliorare il livello di conoscenza e consapevolezza della popolazione verso tutte quelle pratiche che causano divisioni, pregiudizi e disuguaglianze. Questo avvio del Bilancio di genere del Comune di Parma vuole essere uno strumento di lavoro per le prossime amministrazioni, che ci auguriamo lo utilizzino per capire come muoversi e cosa migliorare per avvicinarsi a quella Parità che rende tutte e tutti più liberi." 

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