rotate-mobile
Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Attualità

"Il Comune ha chiuso il dormitorio per l'emergenza freddo: sotto i ponti non si torna"

L'allarme della Rete Diritti in Casa: "Decine e decine di testimonianze di persone che vivono dove capita, in auto, in case abbandonate, nei parchi o sotto i ponti"

Dopo la protesta dei rifugiati somali senza casa - tra aprile e maggio- che si erano accampati davanti al Duc più di 15 giorni il Comune di Parma aveva trovato una soluzione ed aveva riaperto il dormitorio del Cornocchio. Ora, con l'inverno alle porte, il dormitorio è stato chiuso. "Negli scorsi mesi di Aprile e Maggio - si legge in una nota della Rete Diritti in Casa - diversi rifugiati somali, costretti a vivere sotto i ponti della città intrapresero una protesta che portò anche all’allestimento, per 17 giorni, di un accampamento di tende di fronte al DUC di Viale Mentana.

La determinazione dei ragazzi aveva costretto le istituzioni a farsi carico della situazione; il Comune di Parma autorizzò la riapertura del dormitorio del Cornocchio per accogliere i profughi somali e altre persone che dormivano all’addiaccio.

In questi giorni il Comune di Parma ha comunicato la chiusura della struttura del Cornocchio, decisione che lascia veramente basiti, considerato che l’inverno è alle porte e le strutture di accoglienza residue sono completamente insufficienti. 

Ad alcuni sono state offerte delle alternative di breve respiro, per altri invece nulla, e si trovano nuovamente abbandonati senza sapere dove andare.

L’emergenza abitativa, che naturalmente non coinvolge solo i profughi somali, sta assumendo proporzioni catastrofiche ed è conosciuta da tutte le istituzioni. Le procedure di sfratto sono già ripartite per le esecuzioni autorizzate prima dell’avvio della pandemia. Dal 1 gennaio saranno tutte attive. Ci sono centinaia di famiglie e singoli che non riescono a trovare soluzioni abitative sul mercato privato: alcuni sopravvivono grazie alla disponibilità di amici e parenti con i quali condividono gli alloggi; per tanti altri queste possibilità non ci sono. Abbiamo decine e decine di testimonianze di persone che vivono dove capita, in auto, in case abbandonate, nei parchi o sotto i ponti, finchè il clima lo consente.

L’inverno è alle porte ed è incredibile che non si sia provveduto con urgenza a definire nuove strutture, almeno quelle di emergenza! Al contrario si sta provvedendo alla chiusura del dormitorio del Cornocchio, mentre un’altra struttura, il centro di accoglienza di Borgo del Naviglio, è stato recentemente chiuso dalla Coop. Parma 80 che punta su investimenti più redditizi.

La questione abitativa è completamente in mano al mercato: non c’è un tetto  che al canone degli affitti, inarrivabili per molte persone; i proprietari spesso preferiscono lasciare vuoti gli immobili, o stipulare contratti temporanei, turistici o con altri sistemi, che garantiscono più rendita 

Le case popolari, sono insufficienti, basti pensare che quest’anno sono 1850 le domande valide per accedere all’alloggio Erp a fronte di 200/300 assegnazioni al massimo possibili.

Per di più Acer, gestore delle case popolari, ha intrapreso una dura politica di sfratti, e si comporta come qualsiasi agenzia privata, senza offrire alternative per le famiglie povere che, anche a causa della pandemia, sono andate in morosità. Di fronte a questo massacro sociale le istituzioni sono ferme". 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Il Comune ha chiuso il dormitorio per l'emergenza freddo: sotto i ponti non si torna"

ParmaToday è in caricamento