Lunedì, 17 Maggio 2021
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Il Museo d’Arte Cinese di Parma protagonista alla Sapienza di Roma

Alla prestigiosa università romana si è svolta la conferenza internazionale “Il Museo Cinese di Parma nella prima metà del Novecento” all’interno della rassegna “Missionary objects and collecting (16th-20th century)”

 La giornata di studio, prodotta dall’Università La Sapienza di Roma e dalla Humboldt Universität di Berlino, ha visto il Museo d’Arte Cinese di Parma protagonista non solo della conferenza internazionale “Il Museo Cinese di Parma nella prima metà del Novecento”, ma in fase preliminare, anche di un’ampia ricerca condotta dal ricercatore Alessandro Di Meo sulla genesi della collezione museale iniziata dal fondatore dei Saveriani San Guido Maria Conforti e continuata dai missionari, che iniziarono i contatti con la popolazione cinese, apprezzandone le arti e la cultura.

Oltre all’aspetto artistico e alla relativa importanza delle relazioni con le popolazioni cinesi per l’avvio della collezione, la ricerca si è soffermata sull’importanza dell’avvenimento storico della Esposizione Missionaria Universale del Vaticano promossa da Papa Pio XI, per la quale i Saveriani inviarono centinaia di pezzi dal loro museo di Parma e che oggi sono annoverati  nella collezione permanente dei Musei Vaticani.

Il seminario, inserito all’interno della rassegna “Missionary objects and collecting (16th-20th century)”, ha mostrato in modo completo ed esaustivo l’intera ricerca di Di Meo che è stata oggetto di interessanti dibattiti accademici. La giornata di studi, condotta in lingua inglese dalla professoressa Elisabetta Corsi dell’Università La Sapienza, è stata organizzata, così come tutta la rassegna, da Sabina Brevaglieri, professoressa della Humboldt Universität.

“Siamo entusiasti di questa ricerca e di questa iniziativa che ci hanno permesso non solo di far conoscere la nostra collezione, ma di porla quale argomento di studio per una comunità internazionale che sta valorizzando l’apporto dei missionari alle attività artistiche e culturali nel corso della storia” afferma Padre Alfredo Turco, direttore del Museo d’Arte Cinese.

“Le relazioni con Università, altri musei e altre istruzioni culturali è uno degli obiettivi principali e abbiamo continuato a perseguire questa finalità nonostante i lunghi periodi di chiusure al pubblico, mantenendo così viva la nostra attività di collaborazioni e ricerche”, aggiunge Chiara Allegri, vicedirettrice del Museo.

Il Museo d’Arte Cinese di Parma, voluto nel 1901 dal fondatore dei missionari saveriani e grande visionario Guido Maria Conforti (allora vescovo di Parma) proclamato santo nel 2011, rappresenta un contenitore artistico e documentario di eccezionale importanza, frutto di un lungo percorso storico. Per alcuni decenni i Saveriani operarono esclusivamente sul territorio cinese e fu proprio ai missionari presenti in Cina che il Conforti si rivolse, chiedendo loro di inviare periodicamente a Parma oggetti significativi di arte e vita locali. Dagli anni Sessanta il museo si arricchì di materiale di natura etnografica proveniente da altri paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina, divenendo testimonianza della vita e cultura di tre continenti. Accanto alla collezione fondante di terrecotte, porcellane, paramenti, statue, dipinti, fotografie, oggettistica varia e monete rare provenienti dall’Estremo Oriente, sono infatti esposti ad esempio oggetti del popolo Kayapò, un piccolo gruppo indio dell'Amazzonia che rappresenta le tante minoranze depositarie di un immenso bagaglio di valori. Ristrutturato nel 2012 presenta un allestimento moderno ed è ricco di iniziative per qualsiasi tipo di pubblico.

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