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Il Parmense verso la neutralità carbonica entro il 2030

Stamattina a Palazzo Giordani hanno firmato l’Alleanza Territoriale Carbon Neutrality Parma i 10 aderenti: Regione, Provincia, Comune, Ente Parchi, Università, Arpae, Cnr, Upi, Parma io ci sto! e Kilometroverde Parma  

L’obiettivo è di quelli ambiziosi: raggiungere la neutralità carbonica del territorio della Provincia di Parma entro il 2030, il che significa che le emissioni di carbonio in atmosfera dovranno essere controbilanciate dall'assorbimento del carbonio stesso.


Oggi è stato compiuto il primo passo in questa direzione: la firma della Alleanza Territoriale Carbon Neutrality Parma da parte degli esponenti dei 10 enti pubblici e soggetti privati aderenti all’accordo: Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma, Comune di Parma, Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, Università degli Studi di Parma, ARPAE Emilia Romagna, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Unione Parmense degli Industriali, Parma, io ci sto!, Consorzio forestale Kilometroverde Parma.

Il riferimenti di partenza sono l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e la Strategia europea di adattamento ai cambiamenti climatici.

Per raggiungere l’obiettivo occorrerà il coinvolgimento e il coordinamento di tutti gli “attori” locali, pubblici e privati, per promuovere una trasformazione del territorio ad ogni livello, affinché il Parmense diventi un centro di innovazione in materia di risposta ai cambiamenti climatici, sviluppando progetti specifici per ridurre l’impatto ambientale, nuovi modelli sostenibili di produzione, di consumo e di pianificazione territoriale, nuovi strumenti a basso impatto.

Il progetto si articolerà in quattro fasi: la prima progettuale e organizzativa che produrrà una mappatura delle emissioni sul territorio, la seconda di scambio di esperienze; entrambe le fasi  si concluderanno entro un anno. Durante la terza fase saranno definite le azioni, e infine saranno intrapresi il monitoraggio e la certificazione del bilancio di carbonio territoriale. Il modello potrà poi essere esportato ad altre province dell’Emilia – Romagna.

GLI INTERVENTI
 “I primi a promuovere questa alleanza sono stati i privati – ha dichiarato il Presidente  della Provincia di Parma Diego Rossi – con la forte condivisione di obiettivi con i soggetti pubblici, che sono il punto di regia necessario per estendere il progetto a tutti gli altri attori. Il ruolo della Provincia è duplice: promuovere la partecipazione di tutto il territorio provinciale e cogliere l’occasione per aggiornare in chiave moderna e di prospettiva gli strumenti di pianificazione territoriali”.

L’assessore regionale alla Montagna e programmazione territoriale Barbara Lori ha ricordato che la sensibilità ambientale del Parmense viene da lontano, e ha garantito l’impegno della Regione, in particolare nell’attuazione della nuova legge urbanistica, che prevede nel 2050 la fine del consumo di suolo.

“Non c’è antitesi tra sviluppo industriale e ambiente – ha affermato la Presidente dell’Upi – Unione industriali di Parma Annalisa Sassi – Il sistema industriale di Parma è già sensibile da tempo al tema della sostenibilità ambientale, che è anche una leva competitiva, perché i consumatori sceglieranno sempre di più prodotti sostenibili, e anche l’Europa è impegnata in questa direzione.”

Agostino Maggiali, presidente dell’Ente Parchi del Ducato ha sottolineato che le imprese che si mettono in gioco devono essere sostenute per diventare più competitive sul mercato globale, e che questo progetto epocale dovrà “contagiare” anche gli altri territori.

“Come condiviso con i nostri associati nella nostra ultima assemblea, ci vuole spirito positivo e coraggio per immaginare il futuro, ed è quello che stiamo cercando di fare a Parma con il contributo di tutti, dal mondo privato, di cui la nostra Associazione è un rappresentante, a quello pubblico – ha commentato il Presidente dell’Associazione per lo sviluppo sociale “Parma, io ci sto!” Alessandro Chiesi - Ancora una volta, con questa firma che siamo orgogliosi di apporre oggi, ci facciamo portavoce e promotori di un cambiamento che guarda alle nuove generazioni e testimoni di un nuovo modello di sviluppo più equo, solidale e sostenibile”.

Davide Bollati presidente di Davines, ha sottolineato quanto sia sfidante l’obiettivo, soprattutto per la realtà di Parma, molto industrializzata e al centro della Pianura Padana.

“Ci sono quattro strumenti per raggiungere l’obiettivo: evitare le emissioni ove possibile, ridurre i consumi, sostituire i combustibili fossili con fonti rinnovabili e sottrarre Co2 all’atmosfera” ha affermato Maria Paola Chiesi presidente di Kilometroverde Parma, il Consorzio forestale che ha appunto come scopo la forestazione, in particolare di pianura e collina.

Il Pro rettore dell’Università di Parma Fabrizio Storti ha ricordato che la sostenibilità in ambito economico, sociale ed ambientale è nello statuto dell’Ateneo, e ha assicurato al progetto il sostegno di tutte le competenze della nostra Università.

“Occorrono soluzioni nuove per coniugare il nostro stile di vita con la salvezza del pianeta e la ricerca deve fare la sua parte - ha dichiarato il direttore Inem - Cnr – Centro Nazionale delle Ricerche  Andrea Zappettini, assicurando il contributo delle competenze locali ma anche di quelle nazionali del nostro più grande ente pubblico di ricerca.

Anche Eriberto De Munari di Arpae ha messo a disposizione le conoscenze specialistiche dell’ente regionale per l’ambiente, tra cui l’inventario delle emissioni di Co2 in atmosfera.

“Stiamo iniziando un progetto che può fornire ispirazione al resto d’Italia – ha concluso il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti -  ma occorre anche un piano nazionale.”

Sono intervenuti in videoconferenza: la vice presidente della Regione Elly Schlein, l’assessore Benassi del Comune di Parma, l’assessore Parisi del Comune di Mantova, il prof. Bastianoni dell’Università di Siena, il prof. Petraglia dell’Università di Parma.

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