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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Il prossimo governo cancellerà l’imposta di soggiorno? L'assessore Casa: “Agghiacciante”

Parma, prossima Capitale Italiana della cultura 2020 e prima Città Creativa della Gastronomia Unesco in Italia, basa gran parte dei suoi investimenti turistici sull’imposta di soggiorno

E’ destinata a far discutere la posizione del duo Lega - 5 Stelle sulle politiche legate al turismo, in particolare sulla possibile cancellazione dell’imposta di soggiorno ora a beneficio degli enti locali e delle attività promozionali del territorio. L’ipotesi è stata paventata a mezzo stampa durante la fase contrattuale di formazione del governo.

Parma, che nel 2020 sarà la prossima Capitale Italiana della Cultura, che dal 2015 è Città Creativa della Gastronomia Unesco, e che negli ultimi anni ha visto aumentare esponenzialmente le proprie presenze turistiche sul territorio, ha incrementato gli investimenti sugli eventi e sulle attività turistiche grazie anche al fondamentale contributo dell’imposta di soggiorno. 

L’Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Parma Cristiano Casa si dice nettamente contrario di fronte a questa ipotesi: “Pensare di cancellare con un tratto di penna l’imposta di soggiorno è raccapricciante, vuol dire non conoscere per nulla le politiche turistiche degli enti locali. La Capitale Italiana della Cultura 2020, e la prima Città Creativa della Gastronomia Unesco in Italia, ha basato parte importante delle proprie attività di sviluppo del prodotto turistico, dell’accoglienza e della promozione turistica proprio sull’imposta di soggiorno. Se dall’oggi al domani la si cancellasse, da Parma oggi non passerebbe la Mille Miglia, la città direbbe addio alle luminarie natalizie che la rendono più accogliente e bella, avrebbe serie difficoltà a organizzare tutti gli eventi estivi e con loro anche i festival e le kermesse legate all’enogastronomia, che rappresenta la nostra punta di diamante, ma sarebbero a rischio anche le attività promozionali della nostra provincia e tutte le politiche improntate ad attrarre turisti dall’Italia e dal mondo. Non solo: sarebbero fortemente a rischio le attività del nostro Teatro Regio, che quest’anno ha visto il Festival Verdi ottenere l’awards come miglior festival al mondo, e si intaccherebbe la strategia di accoglienza e promozione legata a Parma Capitale Italiana della Cultura 2020. Per noi di una gravità inaudita”.

Conclude l’assessore: “Oggi la città è considerata un modello di promozione turistica perché è riuscita a riunire attorno a un unico tavolo tutte le forze imprenditoriali ed economiche. L’obiettivo è uno soltanto: rilanciare il brand Parma in Italia e nel mondo attraverso una alleanza pubblico-privata senza precedenti. Questi sforzi rischiano di essere vani se chi è chiamato a governare non ha la minima idea di come le città fanno turismo. A chi ci governerà suggerisco un’altra strada: si controllino o si sanzionino quei Comuni che non utilizzano l’imposta di soggiorno per attività legate al turismo e alla promozione territoriale, ma si lascino in pace tutti gli altri Comuni come Parma, perché l’imposta ci permette di lavorare bene e senza pesare sulle spalle dei cittadini”. 

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