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In Prefettura i vertici delle due aziende sanitarie del territorio per trovare un accordo sul personale

Il segretario UIL-FPL Biagio Ambra: "Garantendo il massimo rispetto delle richieste dei lavoratori, ma garantendo sempre una linea di trattativa propositiva e priva di pregiudizi"

Giovedì 23 Giugno scorsosi è tenuto, presso la sede della Prefettura di Parma, il tentativo di conciliazione tra le due aziende saniitarie del territorio ed alcune sigle sindacali in rappresentanza dei lavoratori. Il "tentativo" ha avuto lo scopo di sondare i presupposti per il ritiro dello "stato di agitazione" che, in modo traversale, è stato dichiarato dalla gran parte delle sigle di rappresentanza sindacale. Da notare, oltre la presenza di UIL-FPL, FP-CGIL ed USI, l'inspiegabile assenza della CISL che pare abbia deciso di marciare in "solitaria".

"Ancora una volta la non volontà di superare le attuali divergenze di posizione sull'azione di rivendicazione e tutela, minando di fatto l'unità sindacale, rischiano di indebolire la posizione dei lavoratori stessi - si legge nella nota diffusa dalla UIL-FPL nel Tentativo Conciliatorio tenutosi in Prefettura con i vertici delle due aziende sanitarie del territorio -. In ogni caso, come ormai ben noto all'opinione pubblica del territorio, molti sono i temi sul tavolo che hanno determinato questa profonda crisi di dissenso tra i lavoratori ed i vertici direzionali delle due aziende come le carenze organiche, lo stato dei fondi contrattuali, l'adeguamento della quota di riscossione pro-capite che è più bassa rispetto a quelle delle altre aziende sanitarie dell’Emilia Romagna.

Timida la risposta sulle carenze organiche posta dalla controparte aziendale, ma di grande rilievo è stata la proposta risolutiva avanzata dal segretario generale della UIL-FPL Biagio Ambra che, al fine di contenere ulteriori disavanzi sul fondo, ha proposto di compensare le ore in straordinario pagandole come “attività aggiuntiva”, incontrando un positivo consenso con i vertici aziendali. Riguardo l'adeguamento dei fondi contrattuali le due aziende hanno rilanciando l'ipotesi di avvalersi a quanto disposto dal decreto “Calabria”, posizione già a suo tempo richiesta dai sindacati, ma non adducendo reali elementi concreti.

Ed è stato proprio su questo punto che si sono evidenziate, ahimè, le evidenti fratture tra le differenti politiche sindacali quando la FP-CGIL ha dichiarato di accettare le ipotesi conciliatorie e di ritirare lo stato di agitazione, ma pretendendo di formalizzare tale accordo unilateralmente, firmando un verbale a sé stante. Tale richiesta ha trovato l'assoluta opposizione della UIL-FPL che, per il tramite del suo segretario Biagio Ambra, ha rigettato la richiesta in quanto l'incontro era stato indetto unitariamente ed ovviamente era giusto che la voce dei lavoratori fosse rappresentata con maggior forza nella sua totalità su un unico verbale dove ogni parte esprimesse la propria posizione. Per tali ragioni la CGIL ha dichiarato di continuare il “proprio” stato di agitazione. Prendiamo atto che da “qualche parte” sul nostro territorio le istanze dei lavoratori siano considerate secondarie rispetto al primato politico sui temi in discussione, che i diritti ed il benessere di chi lavora siano considerati strumenti per il raggiungimento di altri interessi di parte.

Tenendo conto di quanto dichiarato dai vertici aziendali circa il fatto che il prossimo novembre, per evitare o sforamento di bilancio sui fondi contrattuali, non sarà possibile pagare le voci accessorie sullo stipendio con una perdita stipendiale media di 150 euro, l'atteggiamento rigido ed unilaterale di CISL e CGIL rischia di rendere vani gli sforzi fatti a livello nazionale per aumentare i salari dei nostri lavoratori". 

“La UIL-FPL intende continuare la sua lotta incessante contro le posizioni dei vertici aziendali e dell'assessorato alla sanità regionale”, ribadisce il segretario UIL-FPL Biagio Ambra, "garantendo il massimo rispetto delle richieste dei lavoratori, ma garantendo sempre una linea di trattativa propositiva e priva di pregiudizi. E' l'interesse di tutti i lavoratori e dei cittadini di Parma che deve prevalere”.

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