rotate-mobile
Attualità

Inflazione alle stelle: una famiglia parmigiana spende oltre 3mila euro in più

Nell'ottobre 2022 l'indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento del 3.5% rispetto al mese precedente e dell'11.8% rispetto all'anno precedente

Una famiglia parmigiana spenderà oltre 3 mila euro in più nel corso del 2022, rispetto all'anno precedente. Secondo i dati forniti dall’Unione Nazionale Consumatori, infatti, in media per una famiglia che vive nella nostra città il rincaro è di 3.324 euro, 2.016 per l’abitazione, 789 per il solo carrello della spesa.

Per una coppia con due figli, “una stangata complessiva, in termini di aumento del costo della vita, pari a 4.059 euro su base annua, di cui 2.219 per abitazione, elettricità e combustibili, 1.073 per il solo carrello della spesa. Per una coppia con un figlio, la spesa aggiuntiva annua è pari a 3.770 euro. 

Secondo i dati forniti dall'Istat e relativi al mese di ottobre del 2022 infatti l'indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento del 3.5% rispetto al mese precedente e dell'11.8% rispetto all'anno precedente, il 2021. L'Istat ha anche precisato che bisogna risalire al marzo 1984 per un indice generale dei prezzi a questi livelli.

La forte accelerazione dell’inflazione su base tendenziale si deve soprattutto ai prezzi dei beni energetici (la cui crescita passa da +44,5% di settembre a +71,1%) sia regolamentati (da +47,7% a +51,6%) sia non regolamentati (da +41,2% a +79,4%), e in misura minore ai prezzi dei Beni alimentari (da +11,4% a +13,1%), sia lavorati (da +11,4% a +13,3%) sia non lavorati (da +11,0% a +12,9%), e degli Altri beni (da +4,0% a +4,6%). Rallentano invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +5,7% di settembre a +5,2%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +5,0% a +5,3% e quella al netto dei soli beni energetici da +5,5% a +5,9%.

Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +12,5% a +17,6%), mentre rallentano di poco quelli dei servizi (da +3,9% a +3,8%); si amplia in misura marcata, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -8,6 di settembre a -13,8 punti percentuali).

Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +10,9% a +12,6%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,4% a +8,9%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei Beni Energetici non regolamentati (+28,3%), ai Beni energetici regolamentati (+20,0%) e in misura minore a quelli degli Alimentari non lavorati (+2,4%), degli Alimentari lavorati (+1,6%), dei Beni non durevoli (+0,7%) e dei Beni durevoli (+0,6%); in calo invece, a causa per lo più di fattori stagionali, i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (-0,8%).

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Inflazione alle stelle: una famiglia parmigiana spende oltre 3mila euro in più

ParmaToday è in caricamento