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Domenica, 29 Gennaio 2023
CONCERTI - LE INTERVISTE

Davide Van de Sfroos torna a Fidenza: "Il Teatro Magnani è un'oasi, come suonare in un lussuoso salotto con gli amici"

Intervista al noto artista folk che salirà per la terza volta sul palco fidentino il 2 dicembre: "In scaletta brani che non eseguivamo da tempo - dal 'Libro del Mago' a 'Lo Sciamano', da '40 pass' a 'La machina del ziu Toni​- e anche una canzone inedita che parla del coraggio delle donne"

Davide Van de Sfroos torna per la terza volta al Teatro Magnani di Fidenza. Sarà in scena venerdì 2 dicembre alle ore 21 per il Maader de Autünn TOUR nell'ambito del festival Mangiamusica, format identitario e culturale creato dal giornalista Gianluigi Negri. Per l'artista lombardo, al secolo Davide Enrico Bernasconi, il teatro fidentino è ormai un luogo del cuore.

"Per me è un'oasi, una bomboniera, è come suonare in compagnia degli amici in un lussuoso salotto di casa". Sarà a Fidenza per l'unica data emiliano-romagnola di un tour che sta portando in giro Van De Sfroos nei teatri italiani a dodici mesi di distanza dall'uscita dell'album "Maader Folk", pubblicato un anno fa da BMG/MyNina. "Nella scaletta del concerto di domani sera ci saranno brani che non eseguivamo da tempo - dal 'Libro del Mago' a 'Lo Sciamano', da '40 pass' a 'La machina del ziu Toni?- e anche una canzone inedita che parla del coraggio delle donne"

Sul palco del Teatro Magnani, insieme a Davide Van De Sfroos, saliranno i musicisti Angapiemage Galiano Persico (violino, mandolino, tamburello, cori), Paolo Cazzaniga (chitarra elettrica e acustica, cori), Silvio Centamore (batteria, percussioni), Matteo Luraghi (basso), Thomas Butti (fisarmonica, tromba) e Daniele Caldarini (tastiere, chitarra acustica). 

E' la terza volta che si esibisce al Teatro Magnani di Fidenza, qual'è il suo legame con questa terra? 

"Questa zona è molto vicina a tanti nostri fan che spesso affrontano viaggi non brevi per venire a vedermi dal vivo. Il Teatro Magnani per me è come un oasi, un bellissimo spazio con una dimensione molto raccolta. Nel corso della serate, poi, ci sono anche presentazioni di prodotti gastronomici del territorio, c'è sempre stata una bellissima atmosfera. Questa volta ho deciso di portare tutta la band: l'anno scorso mi sono esibito in solitaria per il tour nei teatri di Maader Folk, iniziato proprio al Magnani. Venerdì invece ci presenteremo con la formazione completa". 

Nella scaletta del concerto ci saranno i brani del nuovo album oltre ad alcuni pezzi storici. Cosa si dovranno aspettare i fan? 

"La scaletta sarà particolare: ci sarà qualche canzone dell'ultimo album 'Maader Folk', ma torneranno anche molte canzoni che non eseguo dal vivo da diverso tempo ma che la gente vuole ascoltare, dal 'Libro del Mago' a 'Lo Sciamano', da '40 pass' a 'La machina del ziu Toni?'. Questi brani storici verranno presentati con un nuovo arrangiamento. Non mancheranno le canzoni che sono ormai dei pilastri di ogni scaletta, da 'Yanez' a 'Pulènta e galèna frègia'. Ci sarà anche qualche sorpresa, come per esempio una canzone inedita che parla di donne e di streghe. L'idea è nata per comunicare il coraggio di alcune donne 'scomode'  e su come, ancora oggi, vengono simbolicamente bruciate in piazza". 

Il 2 dicembre a Fidenza e il 9 a Seregno, poi il tour autunnale si interromperà. Com'è andata? 

"Il tour sta svoglendo al termine, il 9 dicembre saremo a Seregno, in provincia di Monza e Brianza, e poi forse arriverà una nuova data. Credo sia la degna chiusura di un anno intero di viaggio: dopo il tour invernale abbiamo fatto un tour estivo energico, dove abbiamo dato sfogo a tutta l'energia: le persone, infatti, dopo l'emergenza Covid, erano libere di ballare. Poi siamo tornati nei teatri con ancora una buona parte dell'energia estiva ma con alcun canzoni più intimistiche. E' una vera e propria scaletta autunnale: abbiamo fatto quasi una scelta cromatica. E' stato come raccogliere ogni foglia caduta di autunno: ognuna aveva il suo colore e la sua forma. Siamo stati aderenti a una stagione come mai avevamo fatto in passato. Il teatro ti permette anche di giocare tra luce e ombra, in particolare il Magnani è una bomboniera, un rifugio per le ombre, si crea una forte vicinanza con il pubblico come se fossimo tutti in un lussuoso salotto tra amici". 

Nel 2023 dobbiamo aspettarci una nuova stagione del Mythonauta su Raidue? 

"Speriamo tanto che ci sia una nuova stagione nel 2023. La prima stagione ci aveva fatto capire che il format interessava, c'è stata poi la seconda stagione, siamo partiti da Piacenza: alcune cose sono andate anche meglio. I luoghi che incontro sono sempre carichi di emozione. Nonostante l'orario le puntate sono state molto seguite, lo share era alto. In estate, poi, ci sono state anche delle repliche pomeridiane. Alcune persone mi hanno fermato per strada per complimentarsi anche se magari non ascoltavano la mia musica. Speriamo in una terza stagione e magari in una fascia oraria più appetibile. Mi è piaciuto molto narrare le leggende nascoste di diversi territori italiani". 

Quali emozioni le regala ancora la dimensione dei live, dopo tanti anni passati sui palchi di tutta Italia? 

"La dimensione live, che è stata quella tramite cui ho condiviso il mio viaggio artistico, continua ad appassionarmi e ad appassionare le persone che mi ascoltano. Dopo il Covid pensavamo di essere un pò traballanti, poi con il passare degli anni abbiamo anche iniziato a chiederci se avevamo ancora il fisico. La grossa sorpresa è stata che ci sentivamo molto più aggressivi di alcuni anni prima, si è scatenata una nuova primavera che è tipica di chi riparte da una situazione di stallo, com'era stato il lockdown. L'energia del pubblico si trasforma in forza vitale artistica, la tua bolla emotiva viene in qualche modo portata a spasso, a quel punto non senti più la stanchezza. Il senso del mio viaggio è stato il tentare sempre di raccontare una terra, un mondo, una lingua per risvegliare qualcosa di importante dal punto di vista emotivo e cercare di rimanere collegato ad una certa poetica, che è linfa vitale per il racconto stesso. Sul palco siamo i portatori di un tipo di 'medicina' che attiene alla sfera emotiva ed emozionale. Durante i nostri live vediano il numero di persone hanno bisogno di questo momento di contatto emozionale: finchè ci sarà questo bisogno noi saremo sul palco" . 

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