"Certificazione Dop del Prosciutto di Parma da Istituto Parma Qualità a CSQA: a pagare saranno solo le lavoratrici e i lavoratori"

La protesta dei sindacati

"FLAI CGIL e FAI CISL di Parma -si legge in una nota - esprimono tutta la loro preoccupazione e profonda contrarietà nell’operazione che vede coinvolta la certificazione DOP del Prosciutto di Parma.

Il Consorzio del Prosciutto di Parma, con una nota di luglio 2019, dopo vent’anni di collaborazione con l’Istituto Parma Qualità (IPQ), volta pagina e affida a CSQA il sistema di certificazione e controlli della DOP. Da subito le forti preoccupazioni sul futuro occupazionale, sono state rasserenate dalle parole rilasciate dal Presidente del Consorzio, Vittorio Capanna, a mezzo stampa, il quale ha sempre dichiarato “CSQA sarà operativo entro fine anno e avrà il compito di salvaguardare le capacità professionali del personale di Ipq”.

Immediatamente interessate alla vicenda FLAI e FAI hanno cercato confronti costruttivi con tutti gli interpreti di questa difficile transizione, non trovando tuttavia risposte concrete alle perplessità e alle domande emerse nei vari tavoli di confronto. Inoltre, il nuovo ente di certificazione, contrariamente alle consuete relazioni sindacali che da sempre hanno contraddistinto il nostro territorio, ha iniziato a interloquire direttamente con i dipendenti IPQ, proponendo soluzioni di assunzione che minano le attuali condizioni economico-normative dei lavoratori, frutto di una contrattazione territoriale che da sempre ha contraddistinto il settore.

Appare evidente che qualcuno intenda “far cassa” sfruttando l’attuale situazione e che in un cambiamento annunciato come migliorativo e a garanzia del settore, gli unici che veramente subiranno un cambiamento saranno i lavoratori, ai quali oggi non sarà garantita nè continuità lavorativa nè contrattuale.

Da fonti certe, pare che per qualche decina di lavoratori non vi sarà la sbandierata continuità occupazionale, poiché CSQA non li ha contattati per il loro progetto organico. Nella già delicata condizione che vede coinvolto il settore delle carni, la perdita di ulteriori posti di lavoro rappresenta un danno sociale ed economico per la collettività, e appare ingiustificabile l’atteggiamento di chi con tanta leggerezza si permette di minare la tenuta del tessuto economico e sociale di un territorio.

FLAI CGIL e FAI CISL di Parma condannano con fermezza questi atteggiamenti e richiamano alla coerenza tutti i soggetti coinvolti in questa complicata vertenza, ricordando la responsabilità sociale che le imprese hanno sul territorio".

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