"La mia prima cena dopo il lockdown: vi racconto com'è andata"

Catia (nome di fantasia) la sera del 18 maggio ha prenotato un tavolo in uno dei ristoranti più in di Parma, insieme al marito

“La mascherina mi dava fastidio, ma non quanto il pensiero di poter tornare a toccare il pane dopo aver pasticciato con il cellulare. Pessima abitudine. Sentivo quasi il bisogno di passare le mani sotto uno dei tanti punti igiene del ristorante. Pensi che ho mangiato il formaggio con la forchetta…”.

E’ il racconto di Catia (nome di fantasia) che la sera di lunedì 18 maggio, alla riapertura, ha prenotato un tavolo in uno dei ristoranti più in di Parma, insieme al marito. “Non avevo voglia di cucinare – dice a ParmaToday.it – e allora l’ho convinto ad andare al ristorante, come ai vecchi tempi. Mi sono sentita viva. Ho sorriso, mi hanno sorriso i commensali, mi hanno salutato i camerieri e nei loro occhi ho letto una grande voglia di rivincita. Bisogna ricominciare a vivere.

E’ stato un po’ come un primo passo verso una strada che conosci, che nel frattempo è diventata meno sicura rispetto a un tempo, ma non bisogna smettere di percorrerla. Ormai ci siamo dentro, andiamo avanti. Chiaramente con tutte le raccomandazioni del caso, ma avanziamo. Tornare indietro ora sarebbe in ogni caso un controsenso, oltre che un fallimento. Mi sono seduta, ho ordinato: mentre aspettavo ho osservato molto gli altri e non ho intuito nessun senso di paura. Preoccupazioni, ok, ma fiducia.

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Negli occhi della gente c’era fiducia, la stessa che ho cercato di infondere ai miei figli. Il ristorante cominciava a riempirsi, le posate sul tavolo erano luccicanti, i piatti splendenti ma riflettevano in me un po’ di ansia dovuta al momento che stiamo attraversando psicologicamente complesso. Nella pratica e nel pensiero viviamo un periodo complicato, ma la cena di ieri sera – rigorosamente senza dessert per provare ad andare al mare quest’anno – è filata via liscia. Certo, non sono mancati i momenti di imbarazzo: con i tavoli a distanza il rischio di contatto con gli altri è minimo, ma la gente sente lo stesso quello che dici. E io ho detto a mio marito che sarei rimasta per ore a guardare la gente. Che non vedevo da due mesi. Il conto? E’ rimasto identico a quello di prima. Prezzi mantenuti, onestà e professionalità potevano farci contemplare un aumento, ma sono stati bravi. Andando a discapito loro”.

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