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Lunedì, 27 Maggio 2024
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La realtà aumentata entra al Museo del Parmigiano Reggiano

Mario Marini, presidente dei Musei del Cibo: "Si proietta nel futuro attraverso le nuove tecnologie digitali in grado di raccontare la nostra identità e di trasformarla in un importante attrattore turistico"

Il Museo del Parmigiano Reggiano si arricchisce di due nuovi allestimenti: uno in realtà aumentata e il secondo dedicato all’immagine del “Re dei formaggi”. Grazie al sostegno del Consorzio del Parmigiano Reggiano – sezione di Parma è stato realizzato l’allestimento in realtà aumentata che consentirà, attraverso l’utilizzo del proprio smartphone, la visita interattiva.

Il Museo di Soragna rappresenta la realtà espositiva più importante a livello comprensoriale dedicata al Parmigiano Reggiano - spiega Luca Cotti, presidente della sezione di Parma del Consorzio -. Inserito nell’itinerario enogastronomico del territorio provinciale di Parma, rappresentato dai nove Musei del Cibo, diventa luogo dell’accoglienza, dell’esperienza dei sensi e della promozione del territorio. In questa ottica, la sezione di Parma ha ritenuto importante finanziare il progetto di realtà aumentata, quale strumento di approfondimento delle conoscenze, attraverso una nuova visione dell’esperienza museale. La realtà aumentata porta in vita scene e personaggi della nostra realtà produttiva, permettendo al visitatore un nuovo, emozionate viaggio nel mondo del Parmigiano Reggiano”.

Il percorso in realtà aumentata, allestito da Archeovea impresa culturale con la collaborazione di Arternative, sviluppa una modalità immersiva di fruizione attraverso gli oggetti che ripercorrono le varie fasi della produzione. Ogni visitatore, attraverso il proprio smartphone, inquadrando un codice QR potrà, in otto tappe, partecipare al viaggio condotto da Gianni il casaro – impersonato magistralmente da Giovanni Bosi – dove i materiali presenti prenderanno vita. Grazie alla realtà aumentata quindi, il Museo del Parmigiano ritorna ad essere un casello funzionante dove le fasi della lavorazione sono visibili e caratterizzano gli oggetti dall’arrivo del latte, alla cottura fino alla salagione e al controllo di qualità che il Consorzio assicura su ogni singola forma. Attraverso la realtà aumentata il Museo del Parmigiano Reggiano da statico diventa quindi dinamico, interattivo e sicuramente più coinvolgente, in particolare per i più giovani. 

È un importante valore aggiunto: semplicemente puntando il telefono, si potrà ottenere una visita guidata speciale e avere subito spiegazioni, informazioni e dati direttamente dal casaro. Sarà lui a raccontare la sua “opera”. “La secolare tradizione del Parmigiano Reggiano – commenta Mario Marini, presidente dei Musei del Cibo – si proietta nel futuro attraverso le nuove tecnologie digitali in grado di raccontare la nostra identità e di trasformarla in un importante attrattore turistico. Infatti il nuovo allestimento proietta il Museo del Parmigiano fra gli allestimenti interattivi di ultima generazione, in grado di ‘parlare’ anche ai più giovani”. Il museo si è arricchito anche di una nuova sezione dedicata all’immagine del Parmigiano, con dipinti, fotografie e filmati storici: la serie fotografica scattata da un corrispondente di guerra tedesco nell’estate del 1944, scoperta nel 2003 da Mario Zannoni al Bundesarkiv di Coblenza si è arricchita di numerosi scatti, messi a disposizione dalle figlie di Mario Serri, il casaro attivo all’epoca al Podere La Galvana di Noceto immortalato nelle fotografie.  E proprio Mario Zannoni manifesta la propria soddisfazione nel vedere che il museo, al cui allestimento aveva contribuito vent'anni fa, continua a crescere e ad arricchirsi grazie all'impegno di tutti.

La Famiglia Marchi, inoltre, ha concesso al Museo il primo documentario conosciuto interamente dedicato alla produzione del prezioso formaggio, diretto da Antonio Marchi con musiche di Roman Vlad e prodotto dalla Cittadella Film nel 1948, ritrovato da Primo Giroldini e restaurato dalla Cineteca Nazionale nel 2021. La nuova grafica è stata studiata da Giulio Belletti, dello Studio BLL di Parma, autore dell’immagine coordinata dei Musei del Cibo. Il Museo del parmigiano è aperto al pubblico sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.

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