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"Costretta a lavorare gratis con turni di 16 ore": l'azienda è stata sanzionata

Nel mese di marzo la nostra inchiesta con la protesta di una donna parmigiana assunta come guardia giurata

L'istituto di vigilanza per il quale era stata assunta la lavoratrice parmigiana, costretta a lavorare con turni di 16 ore  e poi licenziata dopo il periodo di prova è stata sanzionata. "Il 24 aprile scorso l'azienda e' stata sanzionata dalla Commissione di garanzia per lo sciopero. Con provvedimento n. 24/121, a firma della Presidente non solo e' stata riconosciuta la correttezza e continenza dell'azione sindacale del Savip a tutela dei lavoratori ma sono state fatte emergere le gravi scorrettezze dell'Azienda che, per quanto formalmente invitata dalla Prefettura di Bari alla procedura di 'raffreddamento', non si e' nemmeno presentata al confronto". Lo afferma Vincenzo del Vicario, segretario nazionale del Savip.

"Sedici ore di lavoro con licenziamento dopo la prova"

"Tre mesi di lavoro, turni massacranti di 12 e anche di 16 ore di lavoro al giorno, contratto di lavoro e buste paga non consegnate e pagamenti ancora da ricevere". La rabbia di una lavoratrice del settore sicurezza, assunta come guardia giurata nel mese di novembre del 2023 da un'azienda che opera a Parma e provincia, poi licenziata a fine gennaio per "mancato superamento del periodo di prova". Il contratto di riferimento è l'accordo nazionale per la vigilanza privata e i servizi di sicurezza. 

"Ho lavorato per una azienda del settore - sottolinea la donna, che chiede l'anonimato - come guardia giurata a Parma dal mese di novembre fino al 1° febbraio. Facevo turni massacranti di 12 ore e in un caso anche di 16 ore. Ma non mi è mai stato consegnato il contratto, nonostante le svariate richieste fatte anche tramite l'avvocato e il sindacato, né le buste paga. Aspetto ancora di avere il compenso per il lavoro che ho svolto". 

Il tentativo di conciliazione: l'azienda non si è presentata 

Dopo un tentativo di conciliazione monocratica, non andato a buon fine per la mancata presenza dei rappresentanti dell'azienda, la lavoratrice sta ancora aspettando una risposta. Ora l'Ispettorato del lavoro procederà a una ispezione nei confronti dell'azienda. Poi si aprirà una vertenza per far sì che la lavoratrice veda riconosciuti i suoi diritti. "Dopo aver lavorato per tre mesi in queste condizioni a fine gennaio, mentre ero in malattia, ho ricevuto la lettera di licenziamento, con effetto dal 1° febbraio". 

"La mancata consegna della copia del contratto di lavoro e del regolamento di servizio e la pretesa di turni di lavoro massacranti, oltre a disconoscere i diritti della lavoratrice - sottolinea Vincenzo Del Vicario, segretario nazionale del Savip - integrano la violazione delle norme del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e delle altre disposizioni vigenti in materia di qualità del lavoro della sicurezza privata, a discapito della sicurezza pubblica". 

Secondo quanto riportato dal sindacato non sarebbe la prima volta che l'azienda avrebbe comportamenti di questo tipo con i dipendenti, non solo a Parma ma su tutto il territorio nazionale. "Sono emerse poi, praticamente in tutte le sedi in cui l'azienda opera in Italia, problematiche rilevanti per i lavoratori, sulle quali occorre ottenere un’inversione di rotta nel senso della legalità. Innanzitutto, devono essere regolarmente consegnati ai dipendenti non solo i contratti di lavoro e il regolamento d’Istituto all’atto dell’assunzione, ma soprattutto deve essere consegnata la busta paga''.

"Senza di essa i lavoratori non sono messi in grado di conoscere l’esattezza degli importi attribuiti, anche per far valere in sede giudiziale i loro diritti. In molte province italiane in cui opera l'azienda anche nel mese di febbraio 2024 la corresponsione degli stipendi è avvenuta con notevole ritardo rispetto al termine previsto (il giorno 15 di ogni mese), inducendo insicurezza e disagi nelle famiglie dei lavoratori"

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