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"Le discoteche ancora una volta ignorate: il 30% dei locali ha già chiuso"

La protesta del presidente Silb Parma Ernesto Mendola

Nei giorni scorsi l'assessore regionale Corsini ha lanciato un appello per la riapertura di bar e ristoranti, piscine, palestre e luoghi della cultura. Il presidente Silb Parma Ernesto Mendola ha inviato una lettera all'assessore e al presidente Bonaccini: "Ancora una volta non vengono né citate né considerate le discoteche". 

"Egregio Assessore, mi riferisco agli articoli apparsi oggi sulla stampa "Pensare alla riapertura di bar e ristoranti, piscine, palestre e luoghi della cultura" in cui Lei interviene affermando che “……in zona gialla, dove le condizioni epidemiologiche lo consentano, bisogna creare le condizioni perché bar e ristoranti, piscine, palestre e attività sportive, i luoghi della cultura e dello spettacolo, solo per fare alcuni esempi, possano riprendere la loro attività in maniera maggiore e continuativa rispetto ad oggi. Un tema che in Emilia-Romagna stiamo affrontando da tempo, sul quale abbiamo aperto un tavolo di confronto con le associazioni del commercio e degli esercenti”.

Ci rammarichiamo ancora una volta che non vengano né citate né considerate le discoteche, un comparto che rappresenta una quota fondamentale del Pil e che da un anno sono completamente chiuse con perdite di fatturato dall’80 al 100%. Possiamo stimare che il 30% del totale delle imprese ha già chiuso definitivamente i battenti, un numero spaventoso che potrebbe addirittura raddoppiare entro la primavera senza interventi immediati. Per contro registriamo pochi ristori da parte del Governo e anche  dalla Regione Emilia Romagna, i cui tre milioni di euro promessi per il sostegno al settore non sono mai stati deliberati: questo a fronte, al contrario, di una puntuale ricezione delle imposizioni fiscali comunali.

La riapertura delle discoteche, così come dagli altri settori indicati nell’articolo in oggetto, sarebbe invece un modo efficace per contrastare gli assembramenti in luoghi pubblici, facendo defluire parte della folla in locali “a numero chiuso”, controllati e sicuri, in quanto le nostre imprese garantiscono l’implementazione di tutte le misure di sicurezza volte a contrastare i contagi: dalle mascherine al distanziamento tra i tavoli, fino alla completa tracciabilità dei presenti grazie all’obbligo di identificarsi all’ingresso. Il Silb che rappresento continuerà a sostenere ,accanto ai lavoratori dell’intrattenimento, questa battaglia affinchè le regole, sempre naturalmente nel rispetto primario della salute, possano essere uguali per tutti". 

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