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"Le discoteche hanno perso l'80% del fatturato: il 22 accenderemo luci e musica per protesta"

Ernesto Mendola, presidente di Silb Parma: "I tre milioni di euro promessi dalla regione Emilia Romagna per il sostegno al settore non sono mai stati deliberati"

A un anno dalla chiusura imposta dall’emergenza Coronavirus, Ernesto Mendola presidente di Silb Parma aderente ad Ascom, che rappresenta oltre 30 imprese su Parma e provincia, fa il punto sulla situazione in cui versa il settore dell’intrattenimento.

“A livello nazionale, delle 2800 aziende che compongono un comparto fondamentale anche per l’attrattiva turistica del paese, il 30% ha già chiuso definitivamente i battenti: un numero spaventoso che, senza interventi immediati, potrebbe addirittura raddoppiare entro la primavera. Se guardiamo ai fatturati, la situazione non è certo migliore: su un giro d’affari annuo di circa 1,8 miliardi, un miliardo e mezzo è andato in fumo, ben più dell’80% del totale.”

“Anche a Parma, la situazione, - prosegue Mendola, - è pressoché uguale a quella di un anno fa: locali chiusi oltre a pochi e insufficienti ristori da parte del Governo. I tre milioni di euro promessi dalla regione Emilia Romagna per il sostegno al settore, ha continuato, non sono mai stati deliberati: questo a fronte, al contrario, di una puntuale ricezione delle imposizioni fiscali comunali. La tassa sui rifiuti, soprattutto, risulta particolarmente onerosa, sebbene i locali chiusi dallo scorso febbraio non producano rifiuti da quasi un anno: alcuni comuni hanno deciso di sospendere la TARI per i locali notturni, ma altri hanno continuato a esigerla, con picchi di 4000-5000 euro per i locali più grandi.”

Mendola si è complimentato, invece, con i proprietari immobiliari: alcuni di loro, infatti, hanno deciso di “regalare l’affitto”, ovvero, di permettere ai gestori dei locali vuoti di sospendere i pagamenti, per contribuire a mantenere in vita il settore in una situazione di emergenza senza precedenti. Emergenza che include anche tutto il comparto aziendale trainato dai locali notturni: grossisti, fornitori, agenzie di sicurezza, imprese di pulizie, ma anche professionisti dell’intrattenimento come DJ e vocalist, hanno subito l’effetto domino
della chiusura. 

Un ulteriore risvolto negativo della stretta è quello prettamente sociale: Mendola ha ricordato gli appelli di alcuni genitori in favore della riapertura, per far sì che i ragazzi possano tornare a vivere la loro socialità in luoghi sicuri e controllati; durante la breve parentesi estiva, infatti, alcuni locali hanno implementato con successo misure di sicurezza sanitaria per contrastare i contagi: dalle mascherine al distanziamento tra i tavoli, fino alla completa tracciabilità dei presenti grazie all’obbligo di identificarsi all’ingresso. La riapertura potrebbe essere, inoltre, un modo efficace per contrastare gli assembramenti in luoghi pubblici, facendo defluire parte della folla in locali “a numero
chiuso” e controllati.

La riapertura, però, al momento sembra irrealizzabile; per questo, in occasione del triste anniversario della chiusura, gli associati SILB hanno deciso di fare un gesto simbolico di resistenza: il 22 febbraio, i locali accenderanno le luci e metteranno musica, seppure senza pubblico. Come ha sottolineato Mendola, è un modo per dire “ci siamo ancora” e per dimostrare che SILB è presente ed è accanto ai lavoratori dell’intrattenimento che si  trovano in questa situazione.

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