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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Maltempo, Coldiretti: "Arriva il gelo e il Po è in secca come d’estate"

Rischia un terzo del Made in Italy prodotto in Pianura Padana: dal grano duro per la pasta alla salsa di pomodoro, dai grandi formaggi come Parmigiano reggiano ai salumi più prestigiosi come il prosciutto di Parma o il Culatello di Zibello

Arriva il freddo e il gelo ma l’assenza di precipitazioni aggrava la situazione di siccità con il fiume Po a secco che al Ponte della Becca (Pavia) si trova a -3,2 metri rispetto allo zero idrometrico con le rive ridotte a spiagge di sabbia come in estate. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al ritorno dell'inverno con l'arrivo di aria artica, gelo e vento e una brusca diminuzione delle temperature senza pero’ precipitazioni significative. La situazione del più grande fiume italiano – spiega Coldiretti – è rappresentativa della carenza idrica in cui si trova tutto il nord con i grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 36% del lago di Garda al 35% di quello Maggiore fino ad appena al 19% di quello di Como.

Con il Po a secco – sottolinea la Coldiretti - rischia 1/3 del Made in Italy a tavola che si produce proprio nella food valley della Pianura Padana dove si concentra anche la metà dell’allevamento nazionale. Dal grano duro per la pasta alla salsa di pomodoro, dai grandi formaggi come Parmigiano reggiano e il Grana Padano ai salumi più prestigiosi come il prosciutto di Parma o il Culatello di Zibello fino alla frutta e alla verdura la produzione della Pianura Padana – sottolinea la Coldiretti – rappresenta la punta di diamante del Made in Italy alimentare in Italia e nel mondo. Un patrimonio messo a rischio dalla situazione di scarsità di acqua in un 2022 in cui – evidenzia Coldiretti – al nord è caduto il 40% di acqua in meno e il maltempo con le precipitazioni di gennaio 2023 non è stato sufficiente a colmare il pesante gap, secondo l’analisi Coldiretti su dati Isac Cnr.

Una conferma del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che – continua la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi e prolungati periodi di siccità che compromettono le coltivazioni nei campi e mettono a rischio – continua Coldiretti – la sovranità alimentare dell’intero Paese. I danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato i 6 miliardi di euro nell’ultimo anno.

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