maltrattamenti alla scuola di colorno

La regione EMILIA ROMAGNA, risponde e valuta le proposte di AMO COLORNO

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

In quanti ricordano l'episodio di maltrattamenti sui bambini, avvenuto presso l'asilo di Colorno?... La notizia fece scalpore e provocò la rabbia di moltissimi Colornesi. Amo Colorno nella speranza di individuare proposte concrete atte al limitare certi terribili episodi di cronaca, organizzò un evento pubblico a cui parteciparono cittadini Colornesi appartenenti al gruppo, e Colornesi non iscritti. Vennero così messe su carta una serie di proposte concrete da inviare a Regione, provincia e Comune. A seguito di queste proposte abbiamo ricevuto la risposta del presidente della provincia EMILIA ROMAGNA. A tale missiva, per la quale ringraziamo doverosamente il dott. Stefano Bonaccini, abbiamo risposto come segue: ______________________________________________________________ Preg.mo, Dott. Stefano Bonaccini Oggetto: Risposta alla vostra missiva Egregio dott. Bonaccini, I cittadini Colornesi appartenti al gruppo AMO COLORNO, la ringraziano per averci risposto. Cosa purtroppo che non hanno sentito di fare la provincia di Parma, e il comune di Colorno. Siamo lieti che abbia dimostrato di saper prendere a cuore argomenti di così delicato spessore e che abbia deciso voler prendere in esame le nostre proposte. Dalle vostre righe scorgiamo tutta una serie di iniziative dedite “all’istruire” operatori e vittime di episodi di cronaca drammiticamente perpretati sui più deboli. Ad un pacchetto così ben orchestrato, non può non mancare la formazione preventiva della conoscenza della legge “whistleblowing”. La vostra opinione in merito a tale legge, è quella di utilizzarla come strumento a fatto già avvenuto. In realtà noi crediamo che una seria formazione preventiva, possa portare il dipendente a vivere con serenità la sua esperienza di lavoro, senza paura di dover segnalare un eventuale illecito, ed inoltre terrebbe molto di più tutti “sull’attenti”, inquanto sarebbe a conoscenza di tutti che segnalare un illecito non comporterebbe ripercussioni. In merito alle telecamere nelle strutture anche noi vorremmo poterne fare a meno. Vorremmo che ci fosse da parte di tutti la correttezza e l’amore per il proprio lavoro, svolto come missione. Vorremmo avere piena fiducia. Purtroppo questo a volte può non accadere e se anche le telecamere installate in maniera preventiva come deterrente, riuscissero ad evitare anche uno solo di questi tetri episodi di violenza, saremmo soddisfatti. Concordiamo con Voi che le telecamere lasciano degli spazi “vuoti” dove l’occhio elettronico non può e non deve arrivare, tuttavia lo riteniamo doveroso ed essenziale. La regione Lombardia ha dato un buon esempio in merito, stanziando dei fondi regionali atti all’installazione di telecamere negli asili nido e nei micronidi regionali. Il progetto di legge ad hoc ha coinvolto per ora solo scuole volontarie. Un idea del genere potrebbe essere un buon inizio per intraprendere una strada atta a garantire sempre più sicurezza nelle strutture. Del resto nei centri commerciali ad esempio, da tempo sono attive le telecamere. L’importante è continuare ad impegnarsi per garantire sempre maggior sicurezza nelle strutture pubbliche e private. La formazione è fondamentale, ma a volte occorre anche avere il coraggio di compiere misure più drastiche e impopolari. Grazie per aver impegnato il vostro tempo ad ascoltarci. Tutto Il gruppo AMO COLORNO

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