Sergio Mattarella: "La sostenibilità ambientale è l'orizzonte del nostro impegno culturale"

Il discorso del Presidente della Repubblica per la presentazione ufficiale di Parma Capitale della Cultura: tra Giuseppe Verdi, Parmigianino, Correggio, l'Università, la nostra città e la sua storia: "La cultura è una chiave che ci consente di comprendere il passato, di interpretare il presente e progettare il futuro"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro Regio

Al via l'inaugurazione ufficiale di Parma Capitale della Cultura alle 16.30 di domenica 12 gennaio 2020 al Teatro Regio di Parma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alle ore 16.15 il presidente è arrivato in auto, accolto da una folla in festa di cittadini e cittadine all'esterno del teatro. All'interno di un Regio strapieno i rappresentanti istituzionali, locali e nazionali, hanno preso la parola per salutare l'avvio ufficiale di Parma Capitale della Cultura. 

SERGIO MATTARELLA AL REGIO: IL VIDEORACCONTO DELLA GIORNATA

"Vorrei ringraziare l'Orchestra, il Coro - ha esordito il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella -  il presidente della Regione e della Provincia, il sindaco di Parma, quello di Piacenza e di Reggio Emilia. Questa presenza raffigura un aspetto importante del nostro Paese, che è posseduto da un tessuto culturale diffuso. In ciascuno dei nostri Comuni ci sono segni culturali di rilievo e di grande importanza. Essere capitale della Cultura vuol dire rappresentare e coinvolgere questo grande tessuto nazionale, che in questa Regione è particolarmente ricco ed affascinante. Parma lo è stata Capitale nella sua lunga storia. Abbiamo visto un filmato con una splendida evocazione dei titoli del grande maestro Bertolucci, vorrei ringraziare l'Assessore alla Cultura del Comune di Parma per l'impostazione che questo filmato ci ha offerto. Sindaco, questi segni di Capitale nelle tante vestigi della sue piazze, nelle architetture, nelle opere d'arte e in tante altre espressioni che sono oggi integrate pienamente nella modernità della vita cittadina".

"Parma nel tempo si è arricchita di culture e saperi diversi - ha proseguito Mattarella - è stata crocevia di commerci, di incontri. Ha conosciuto stagioni assai fertili e a raggiunto eccellenze che ancora oggi ammiriamo: la Parma romana, la Parma dell'epoca rinascimentale, la Parma romana, la capitale del Ducato, la Parma borbonica e napoleonica. La Parma protagonista, dal Risorgimento alla Resistenza, agli anni della grande crescita economica e sociale, fino ai nostri giorni. La Capitale della Cultura darà l'opportunità di rinsaldare e far conoscere le proprie radici, mostrandole agli italiani che verranno a visitarla. La cultura d'Europa è stata sempre legata da una trama comune.

VIDEO: L'ARRIVO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

"La cultura batte il tempo - ha poi sottolineato il Presidente della Repubblica - è davvero un bel titolo per unire i sforzi della città. Sarà un anno carico di soddisfazioni: la cultura è davvero una sorta di metronomo della storia, è una chiave che ci consente di comprendere il passato, di interpretare il presente e progettare il futuro per sentire la storia come nostra. Per renderci consapevoli del cammino percorso, per andare avanti, insieme, come comunità, mettendo in modo un circuito virtuoso, in cui ci sia il passaggio di testimoni da una generazione all'altra. La cultura definisce il segno distintivo di ogni comunità ed è tutt'altro che una condizione statica perchè si nutre di creatività e di confronto, di sviluppo del dialogo e di relazioni, che si aprono alla conoscenza e al rispetto delle differenze. La cultura trasmette la memoria e offre spazio alla creatività". 

"La scuola di pittura che si sviluppò in città intorno al Correggio e al Parmigianino fu l'espressione di un abbellimento di Parma, il talento impareggiabile di Giuseppe Verdi fu posto a servizio dell'ideale risorgimentale. Arturo Toscanini, esule dai fascisti, diede un segno di rinascita al nostro Paese con la riapertura della Scala nel 1946. L'esperienza di capitale della cultura è una grande opportunità per porre in dialogo tutte le intelligenze della città, una collaborazione tra pubblico e privato. L'Ateneo di Parma è tra i più antichi del nostro Paese ed ha sviluppato un forte legame con la città, la sostenibilità dello sviluppo è l'orizzonte del nostro impegno culturale, economico e civile, la qualità del cibo è cultura e sarà al centro dello sviluppo sostenibile della nostra Europa". 

"Non aspettiamo che qualcosa succeda - ha detto l'Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra - ma andiamo incontro al futuro. Parma 2020 c'è sempre stata e continuerà ad esserci"

"E' stata premiata - ha dichiarato Dario Franceschini, Ministro dei Beni Culturali e del Turismo - la città con il progetto più aperto, coinvolgente e trasversale. Parma ha tutto: storia, gloriosa bellezza, cibo, musica e cultura. A Parma sono nati grandi uomini, grandi talenti e in futuro ne nasceranno altri"

"Il fatto che tre città capoluogo, con esperienze politiche diverse, condividano questo progetto - ha sottolineato il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini - veicola l'idea che istituzioni deve interpretarle con te alla guida per il bene di chi ti ha votato.  L'Emilia romagna ha dato lustro a tantissime persone: era una delle più povere e oggi abbiamo prodotti d'eccellenza, diffusi in tutto il mondo. Questo risultati sono il frutto dell'ingegno e della fatica delle persone. La nostra è una terra ospitale, con 60 milioni di presenze turistiche. In cinque anni abbiamo triplicato i fondi per la cultura"

"Sarà un anno di sfide - ha sottolineato il presidente della Provincia di Parma Diego Rossi -  che affronteremo con un lavoro di squadra che farà dialogare persone, aziende e l'Università. Uno sforzo corale di tutto il territorio per una sfida che è tata raccolta da tutti. La nostra è una terra di apertura tra le comunità, un principio che ha fatto grande la nostra città. Abbiamo davanti il futuro: quello che faremo non sarà solo una grande vetrina ma soprattutto un'occasione per immaginare e tracciate futuri più grandi. Il metronomo  batterà il tempo e ci darà la direzione da seguir, che sarà più di quella che stiamo percorrendo oggi". 

"Oggi è gran giorno - ha esordito il sindaco di Parma Federico Pizzarotti - che dà avvio ad un anno che darà possibilità di presentarci al mondo come comunità di uomini e donne che pensabo al loro progetto come qualcosa di unico. Oggi è una giornata straordinaria ma l'orgoglio di oggi lo portiamo addosso tutti i giorni, come quando ho preso in mano questa città quasi fallita. Non guardiamo indietro ma davanti, con grande coraggio, verso un futuro di comunità e territorio. Grazie a tutti i sindaci della Provincia, al sindaco di Piacenza e a quello di Reggio Emilia: il nostro è stato progetto di territorio. I nostri cittadini saranno custodi e protagonisti, ambasciatori  che porteranno avanti il nome della nostra città e la faranno progredire, in un percorso che includerà tutti per crescere e svilupparsi: la cultura sarà il filo conduttore di questo discorso. Ognuno di noi insegue la felicità". 

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