Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Medicina, la protesta degli studenti: "Quando torneremo nei reparti ospedalieri?"

"In quasi tutto il territorio nazionale le Università si sono attivate per garantire agli studenti di medicina il rientro nei reparti garantendo tamponi o, più recentemente, vaccini. A Parma no"

Vogliono tornare nei reparti ospedalieri, come sta accadendo nelle altre città. Alcuni studenti di Medicina dell'Università degli Studi di Parma protestano per i ritardi e la scarsa organizzazione: "Ci sono studenti che si laureeranno senza aver mai messo un piede in reparto, senza aver mai visto un paziente". 

LA LETTERA DI ALCUNI STUDENTI DI MEDICINA - "Qual è la formazione che la nostra città sta offrendo a noi studenti di medicina e futuri medici?  Noi studenti siamo stati i primi a comprendere l’urgenza della situazione. Ci siamo allontanati dalle corsie, come ci era stato chiesto dalla direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria. Abbiamo accettato di non ricevere lezioni per un semestre intero perché i professori non riuscivano ad organizzarsi. Abbiamo tollerato che le tasse che versavamo all’università non venissero abbassate, nonostante l’assenza di buona parte dei servizi. È passato un anno da quando ci è stato comunicato che sarebbero state sospese le attività universitarie. Non possiamo più accettare questa totale mancanza di organizzazione. 

In quasi tutto il territorio nazionale le Università si sono attivate per garantire agli studenti di medicina il rientro nei reparti nelle migliori condizioni di sicurezza possibili, garantendo tamponi o, più recentemente, vaccini e questo perché l’acquisizione dell’esperienza pratica è cruciale per la nostra preparazione. Qui a Parma sembra che non lo sia. Devono pensare che dalla teoria alla pratica il passo sia semplice, ma è esattamente il contrario.

I neolaureati che dovevano abilitarsi hanno dovuto seguire lezioni teoriche al posto che svolgere tre mesi di attività pratica in ospedale. Agli studenti non è stato garantito alcun ritorno in corsia, non c’è stato alcun sostegno economico dall'Università ed a mala pena è stato fatto qualche tampone (dopo lunghe battaglie con l’AOU). Sui vaccini, ovviamente, siamo una delle università più indietro tra tutte. Ci sono studenti che si laureeranno senza aver mai messo un piede in reparto, senza aver mai visto un paziente.

Di fronte a tutto ciò la soluzione dell’Università di Parma è “state a casa ed attendete”. Quella dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria? “State a casa ed attendete”. Il nostro è un appello disperato. Vogliamo delle risposte dall’Azienda Ospedaliera e dall’Ateneo: quando torneremo in reparto? Quando sarà tutelata la salute dei cittadini formando Medici capaci e pronti alla professione?"

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