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Lunedì, 30 Gennaio 2023
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Mercato del lavoro, negli ultimi tre anni 7mila lavoratori autonomi in meno

Dal 2018 al 2021, secondo i dati Istat - si è registrata un calo degli occupati: da 207.538 a 202.884. I disoccupati sono oggi 12.270 mentre nel 2018 10.297

Negli ultimi 4 anni il mercato del lavoro in provincia di Parma ha avuto un andamento molto altalenante. Già nel 2019 - secondo i dati Istat - gli occupati erano in calo e contemporaneamente crescevano gli inattivi, in parallelo al rallentamento dell'economia sopra richiamato. Nel 2020 un ulteriore calo degli occupati (ma non dei dipendenti, grazie a cassa integrazione e blocco dei licenziamenti) ha portato alla crescita non solo degli inattivi ma anche dei disoccupati. Il ritorno alla crescita occupazionale nel 2021, infine, è avvenuto a scapito degli inattivi, ma non ha comportato una riduzione dei disoccupati. Complessivamente appare evidente un andamento molto diverso, per non dire opposto, per i dipendenti che nel 2021 sono tornati sopra i livelli del 2018 e per gli indipendenti che invece proseguono in una traiettoria di calo costante. Non solo la maggior parte delle assunzioni avvengono attraverso contratti a tempo determinato, ma nel 2021 anche il saldo tra attivazioni e cessazioni vede prevalere di gran lunga le tipologie contrattuali a termine e in somministrazione, a differenza di quanto avveniva negli anni precedenti.

Nel 2018 gli occupati erano 207.538 scesi a 202.254 nel 2019. Il dato peggiore nel 2020: 199.042, meentre nel 2021 secondo i dati Istat sono gli occupati sono 202.884. I disoccupati a oggi sono 12.270, mentre nel 2018 erano 10.297. Un aumento importante.

I dati disponibili confermano però un'apprezzabile tenuta dell'occupazione anche nel 2020: il calo di circa 3.200 occupati (-1,6%) è non solo percentualmente inferiore al calo percentuale medio regionale (-3,0%), ma anche inferiore a quello registrato a Parma nel 2019 (-5.300, pari a -2,6%). Riguarda inoltre esclusivamente i lavoratori indipendenti, mentre i dipendenti, grazie a cassa integrazione e blocco dei licenziamenti, sono rimasti sostanzialmente stabili.

Nel 2021 si recupera e sopravanza il numero di occupati del 2019, ma si resta ancora sensibilmente al di sotto del valore del 2018. L'aumento dei disoccupati registrato nel 2020 non viene riassorbito nel 2021. Si riducono invece gli inattivi, principalmente grazie all'aumento degli occupati, ma per effetto anche della riduzione della popolazione complessiva. Inoltre l'incremento occupazionale del 2021, prevalentemente maschile, è del tutto attribuibile al lavoro dipendente, mentre gli occupati indipendenti hanno continuato a calare (-3,4%). Dal punto di vista settoriale industria e, soprattutto, "commercio, alberghi e ristoranti" hanno le performance più positive, mentre invece perdono terreno l'agricoltura e gli "altri servizi".

Se si confronta il 2021 con il 2018 la riduzione del totale degli occupati è prevalentemente femminile, totalmente a carico del lavoro autonomo (oltre 7.000 occupati in meno, pari a -15,4%) e coinvolge un po' tutti i settori tranne l'agricoltura e in modo meno significativo l'industria. Nel valutare gli andamenti settoriali occorre tuttavia non dimenticare che i dati Istat si riferiscono unicamente ai residenti nella provincia di Parma, non registrano invece occupati nella provincia di Parma che risiedono in altre province. Questo per alcuni settori, come le costruzioni, nei quali è frequente la mobilità dei lavoratori, è particolarmente rilevante.

Nonostante la battuta d'arresto del 2020, Parma rimane la provincia dell'Emilia-Romagna con le retribuzioni mediamente più elevate della Regione, almeno nell'ambito del lavoro dipendente privato non agricolo, e con i redditi annui dichiarati da lavoro dipendente anch'essi al vertice delle province emiliano-romagnole.  I dati disponibili confermano comunque un'apprezzabile tenuta dell'occupazione anche nel 2020: il calo di circa 3.200 occupati (-1,6%) è non solo percentualmente inferiore al calo percentuale medio regionale (-3,0%), ma anche inferiore a quello registrato a Parma nel 2019 (-5.300, pari a -2,6%).

Riguarda inoltre esclusivamente i lavoratori indipendenti, mentre i dipendenti, grazie a cassa integrazione e blocco dei licenziamenti, sono rimasti sostanzialmente stabili. Nel 2021 si recupera e sopravanza il numero di occupati del 2019, ma si resta ancora sensibilmente al di sotto del valore del 2018. L'aumento dei disoccupati registrato nel 2020 non viene riassorbito nel 2021. Si riducono invece gli inattivi, principalmente grazie all'aumento degli occupati, ma per effetto anche della riduzione della popolazione complessiva.

Inoltre l'incremento occupazionale del 2021, prevalentemente maschile, è del tutto attribuibile al lavoro dipendente, mentre gli occupati indipendenti hanno continuato a calare (-3,4%). Dal punto di vista settoriale industria e, soprattutto, "commercio, alberghi e ristoranti" hanno le performance più positive, mentre invece perdono terreno l'agricoltura e gli "altri servizi".

Se si confronta il 2021 con il 2018 la riduzione del totale degli occupati è prevalentemente femminile, totalmente a carico del lavoro autonomo (oltre 7.000 occupati in meno, pari a -15,4%!) e coinvolge un po' tutti i settori tranne l'agricoltura e in modo meno significativo l'industria. Nel valutare gli andamenti settoriali occorre tuttavia non dimenticare che i dati Istat si riferiscono unicamente ai residenti nella provincia di Parma, non registrano invece occupati nella provincia di Parma che risiedono in altre province. Questo per alcuni settori, come le costruzioni, nei quali è frequente la mobilità dei lavoratori, è particolarmente rilevante.

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