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Molestie nei luoghi di lavoro: accordo tra Unione degli Industriali e sindacati

Ecco cosa prevede

L'Unione Parmense degli Industriali e le segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL Parma hanno firmato lo scorso 22 ottobre un importante accordo sul tema delle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro.

L’accordo si inserisce all’interno dell’intesa quadro delle parti sociali europee del 2007 e di quanto sottoscritto a gennaio 2016 tra Confindustria e CGIL, CISL e UIL nazionali, e intende diffondere una cultura per contrastare e prevenire ogni atto o comportamento che si configuri come molestia o violenza nei luoghi di lavoro.

Le parti hanno condiviso che il rispetto della dignità a tutti i livelli all’interno dei luoghi di lavoro è una delle caratteristiche fondamentali delle organizzazioni di successo. Questa è la ragione per cui ogni atto o comportamento che si configuri come molestia o violenza nei luoghi di lavoro è inaccettabile.

I comportamenti molesti o la violenza subiti nei luoghi di lavoro vanno denunciati.

Le lavoratrici, i lavoratori e le imprese hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su principi di uguaglianza e reciproca correttezza.

Tutto ciò assume anche un particolare rilievo per le aziende in quanto l’adozione di buone prassi in materia è fondamentale per il riconoscimento delle certificazioni etiche e della riduzione dei premi assicurativi INAIL.

Unione Parmense degli Industriali Parma e CGIL, CISL e UIL di Parma hanno infine espresso concorde volontà di puntare sulla prevenzione di questi fenomeni, tramite iniziative di informazione e formazione da realizzare nei territori e nelle imprese, anche attraverso l’utilizzo delle risorse pubbliche a supporto delle attività di formazione.

Le parti hanno inoltre individuato negli Uffici delle Consigliere di Parità le strutture a livello regionale e territoriale alle quali le eventuali vittime di molestie e violenze nei luoghi di lavoro potranno liberamente rivolgersi. In questo quadro, si ritiene particolarmente rilevante l’impegno della Regione Emilia Romagna a valutare la fattibilità di due sperimentazioni di percorso di ascolto e supporto dedicati al tema, uno in Emilia e l’altro in Romagna.

Le parti hanno poi condiviso la necessità di verificare periodicamente, almeno una volta all’anno, l’attuazione dei contenuti dell’Accordo. Il documento reca le firme di Cesare Azzali (UPI), Enrica Gabbi (CGIL), Angela Calò (CISL), Mariolina Tarasconi (UIL).

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