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La testimonianza: "Mia figlia, con il morbo di Crohn, salvata a Ferragosto all'ospedale di Parma grazie all'equipé del professor De Angelis"

Da Rimini a Parma per effettuare un intervento per liberare la ragazza da due subocclusioni, la madre: "Grazie professore perché in tutti in questi anni non ci ha mai fatto mancare la sua unica e speciale professionalità"

La sanità bella ed eccellente, quella che funziona e salva vite. Anche a Ferragosto. Camilla, una ragazza affetta dal morbo di Crohn, ha avuto un'emergenza per un occlusione intestinale nei giorni vicini a Ferragosto. Da Rimini è stata trasportata a Parma dall'equipè del professor De Angelis che sono riusciti ad intervenire e risolvere il problema. Un esempio di eccellenza sanitaria del nostro ospedale. Ecco la lettera della madre di Camilla. 

LA LETTERA DELLA MADRE DI CAMILLA - Venerdì 11 agosto: Camilla è al mare e sta per uscire a cena (sarà un pasto leggero e misurato, perché il suo “fedele compagno” da ormai 26 anni non le lascia tanta libertà di scelta). Il suo “amico” ha un nome ed un cognome: Mordo di Crohn! Dall’età di 9 anni, il simpatico Crohn accompagna le nostre giornate palesando continuamente la sua presenza, a volte garbatamente, altre con violenza e ferocia, tanto da farci conoscere sale operatorie, interventi chirurgici d’urgenza, lunghi ricoveri, indagini endoscopiche e terapie non proprio leggerissime. Eppure, caro Crohn, abbiamo imparato a gestirti e a non permetterti di rovinarci l’esistenza e sempre nei momenti più belli…ma torniamo a venerdì 11 agosto: ci siamo appena sentite, stai bene, sei felice e ti prepari per la cena. Vado a letto tranquilla e ringrazio la vita che, nonostante tutto, continua a regalarci cose belle

Alle 6,30 di sabato mattina mi squilla il telefono, lo guardo e il tuo volto sorridente mi appare come ogni volta che mi chiami (quella foto l’abbiamo scattata qualche anno fa dopo l’ultimo intervento), capisco subito che qualcosa non va: “mamma sto male, vomito ormai da due ore, la pancia è gonfissima e mi fa molto male, mamma aiuto…”. Penso, anzi ne sono convinta, che ci siano pochissime cose al mondo che “smuovono le montagne” come le parole di un figlio che ti chiede soccorso. “Mamma aiuto” è la molla che scatta fulminea e ti fa fare cose che, in situazioni normali, non faresti mai. Mi alzo, cerco di tranquillizzarla e le dico di chiamare l’ambulanza per farsi portare subito in Pronto Soccorso. Maledetto Morbo, avevi paura che ci dimenticassimo di te proprio durante le ferie e allora ti sei fatto sentire e, questa volta, forte e chiaro: occlusione intestinale.

Attaccata al telefono seguo da lontano gli accadimenti: dopo una flebo al pronto soccorso., le cose sembrano migliorare, ma presto la situazione precipita e bisogna fare qualcosa, sì, ma cosa? Io sono a Piacenza (abitiamo lì), lei a Rimini, sono le 8,30 del mattino del sabato di Ferragosto e tutto il mondo è in ferie. Ma la molla ormai è scattata: mando un messaggio alla sua dottoressa e, subito dopo ne mando uno anche al Professore e invece, come accade sempre quando abbiamo bisogno, mi rispondono.

Sono entrambi in ferie, ma prendono in mano la situazione: Camilla va spostata a Parma (lì conoscono tutta la sua lunga storia e sanno come agire). Cerco di organizzarmi per un trasporto sicuro, ma il diavolo non ha ancora finito di romperci le scatole: chiamo mezzo mondo, ma nessuno riesce a garantirmi il viaggio in tempi brevi, e intanto Camilla sta male e non mi risponde neanche più al telefono. Solo il mitico Alfredo, volontario di una associazione di trasporto malati, rientra di corsa dalle vacanze e si mette a disposizione con un mezzo attrezzato per lo spostamento.

Comincia il viaggio della speranza che, dopo più di 6 ore tra andata e ritorno, termina all’una di notte al pronto soccorso di Parma. Dopo qualche necessaria formalità, l’operatrice che ci accoglie capisce subito la situazione e Camilla in brevissimo tempo viene ricoverata, tranquillizzata, accudita al meglio e, oserei dire, quasi coccolata da ogni figura presente quella notte al pronto soccorso. Ma io lo so che dietro tutto questo c’è la mano del nostro Angelo Custode, il Prof. Gianluigi de’ Angelis, Direttore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva che, nonostante la lontananza fisica, non ha mancato nemmeno questa volta di organizzare ogni cosa nei minimi particolari

Che dire? Grazie, grazie, grazie! Grazie al dottor. Cavallaro che ha gestito la situazione fino al suo rientro, alla dottoressa Fornaroli che durante il viaggio si sincerava delle nostre condizioni, alla dottoressa Bizzarri che è passata subito a salutare Camilla e alla grande e dolcissima dottpressa Gaiani che con bravura e competenza sa tranquillizzarci come nessuno mai.

Ma soprattutto grazie a Lei, professor Gianluigi de’ Angelis, che, con un delicatissimo ed eccellente intervento in endoscopia, ha saputo liberare la mia “bambina” da due brutte subocclusioni che la mettevano in serio pericolo: grazie professore perché in tutti in questi anni non ci ha mai fatto mancare la sua unica e speciale professionalità e ha saputo creare attorno a sé una equipe sempre presente, capace ed efficace. …e per dirla con i latini della città eterna: nomen omen (nel nome delle persone è indicato il loro stesso destino). Adesso Camilla sta bene e domani torniamo a casa! P.S. Lo so Prof. che si arrabbierà per quello che mi sono permessa di scrivere, e la vedo la sua faccia sorridente che mi ripete: “Signora, non è niente, faccio solo il mio lavoro!" 

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