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Morris, parla il sindacalista: "Azienda in liquidazione entro il 31 marzo"

Intervista a Davide Doninotti della Filctem Cgil Parma che sta seguendo la vertenza: stamattina presidio davanti ai cancelli della fabbrica a Roncopascolo

La storica azienda di profumi Morris di Roncopascolo ha dichiarato la volontà di cessare l'attività produttiva. Nella mattinata di oggi, lunedì 10 febbraio, i lavoratori stanno dando vita ad un presidio di protesta davanti ai cancelli della fabbrica. Abbiamo fatto alcune domande a Davide Doninotti, sindacalista della Filctem Cgil Parma che sta seguendo la vertenza: ecco la sua intervista per Parmatoday. 

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Quali sono le tempistiche, individuate dalla proprietà dell'azienda, per la liquidazione e quali quelli per il licenziamento dei dipendenti ? 

"La proprietà ci ha dichiarato la volontà di terminare le procedure della messa in liquidazione volontaria della Azienda entro il 31 Marzo 2020, che partiranno con nominare un liquidatore interno, parallelamente a questo il 5 febbraio è arrivata la richiesta di Cassa Integrazione Straordinaria per Cessazione Attività. Questo vuol dire che di fatto se nulla ahimè cambierà e se riusciremo ad accedere ai finanziamenti per la cassa straordinaria il processo potrebbe durare circa un anno per la chiusura definitiva, ovviamente con l'ultizzo degli ammortizzatori sociali. Però tutto è ancora in discussione perché di fatto, il confronto formale non è ancora iniziato". 

Da quanto tempo e con quali fasi avete seguito la vertenza in azienda? 

"Seguiamo l'azienda da sempre, Morris è stata scenario anche di grandi e importanti accordi sindacali espansivi. Se possiamo dare un inzio a questa situazione dobbiamo collocarla dal 2015, con la prima mobilità di 18 lavoratori. Da quel giorno in poi, tante promesse, tanti amministratori delegati ma poca concretezza per il futuro della azienda. Nel 2019 è vero Morris ha fatto 6 mesi di Cassa integrazione Ordinaria, ma per onestà diciamoci anche che la riduzione di orario e stata per l'80% dei lavoratori di 1/2 giorni lavorativi a settimana. Insomma nulla poteva farci pensare o sospettare le reali intenzioni della proprietà dichiarate il 5 febbraio 2020".

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Le lavoratrici e i lavoratori: quale futuro si prospetta per loro (cassa integrazione, rinserimento lavorativo, ammortizzatori sociali)? 

"Però ora l'unica cosa certa è la volontà della proprietà di chiudere le attività. La Cigs, come il ricollocamento dei lavoratori sono ragionamenti prematuri che si esploranno durante il confronto sindacale previsto per legge, perché ad oggi il nostro interesse è trovare soluzioni per dare continuità alla Morris S.p.A. anche provando, con l'aiuto delle istituzioni, capire se qualcuno può esser interessato al sito produttivo".

Come si stanno muovendo - e come si sono mosse in passato - le Istituzioni? 

"Abbiamo preso contatti con le istituzioni locali e provinciali che si sono dimostrate da subito interessate ad analizzare il problema e disponibili a mettere in campo quanto di più concreto per il futuro della profumeria parmigiana. Ci stiamo muovendo velocemente, non escludiamo nulla, anche se avremmo voluto che questo movimento e tentativi di salvare l'azienda fosse stato cosi tempestivo anche da parte della proprietà che invece pare che da diverso tempo avesse preparato questa liquidazione". 

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