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Myanmar: dall’Università di Parma ferma condanna di violenze e arresti

Delibere di Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, in piena sintonia con quanto espresso dal Rettore Paolo Andrei subito dopo il colpo di Stato del 1° febbraio

L’Università di Parma condanna violenze e arresti in Myanmar. Subito dopo il colpo di Stato del 1° febbraio il Rettore Paolo Andrei aveva espresso la sua personale riprovazione e ora arrivano anche le delibere di Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione.

“L’Università di Parma – si legge nella dichiarazione deliberata dai due Organi accademici – condanna fermamente l’ondata di violenze e di arresti in Myanmar.
Chiede il rilascio di Aung San Suu Kyi, del Presidente Win Myint, dei parlamentari, di tutti i leader politici e dei tanti esponenti della società civile che sono stati arrestati.
È in atto una pericolosa violazione delle libertà fondamentali, dei diritti umani e della volontà del popolo del Myanmar che durante le ultime elezioni svoltesi nel novembre 2020 si era chiaramente espresso a favore di uno sviluppo democratico del paese.
L’Università di Parma esprime la propria vicinanza ai docenti e agli studenti delle università del Myanmar, con alcune delle quali sono in essere rapporti di cooperazione universitaria intesi a rafforzare il processo di democratizzazione del Paese.
Ci si augura che vengano presto ripristinati i presupposti per riprendere il cammino verso un futuro più equo, libero e di pace”.

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