Martedì, 22 Giugno 2021
Attualità

"Normative antiCovid non rispettate": l'Usb proclama lo sciopero dei Vigili del Fuoco

L'astensione dal lavoro provinciale si terrà l'11 febbraio: tutte le rivendicazioni dei lavoratori, sempre in prima linea durante l'emergenza sanitaria

L'Usb Vigili del Fuoco di Parma ha proclamato lo sciopero provinciale di categoria per giovedì 11 febbraio 2021. Il sindacato ha deciso l'astensione dal lavoro per denunciare le condizioni igienico-sanitarie delle sedi di servizio e il "mancato rispetto delle normative anticontagio 

"Abbiamo tentato in tutti i modi di portare il Comando provinciale a seguire le normative anticovid e quelle igienico-sanitarie - sottolinea il Coordinamento provinciale dell'Usb di Parma. Dall'inizio dell'epidemia è mancato infatti il rispetto di alcune norme e la situazione si è protratta fino ad oggi. Dal 21 febbraio del 2020 abbiamo cercato di trovare un accordo senza arrivare ad uno scontro ma abbiamo sempre trovato blocchi e chiusure, a volte incompresibili. A volte il Comando non dava notizie ufficiali dei contagi, se non dopo 14 giorni. Da screening risulta che il 60% 70% degli operativi hanno contratto il virus. Tra questi abbiamo avuto un Vigili del Fuoco deceduto, Giorgio Gardini, due operatori ricoverati in ospedale in condizioni critiche e altri a casa per mesi con gravi deficit respiratori".

Dopo l'ultima vertenza sindacale di dicembre - durante la quale non si è arrivati ad una conciliazione - l'Usb ha deciso - soprattutto dopo gli ultimi sei contagiati - di proclamato l'astensione dal lavoro per l'11 febbraio. Lo sciopero riguarderà il personale turnista per 4 ore - dalle 9 alle 13 - garantendo in ogni caso il soccorso tecnico urgente - il personale operativo giornaliero e quello amministrativo per l'intera giornata. 

"Misure anticovid scarse e inefficaci": tutte le rivendicazioni dei Vigili del Fuoco 

Ecco le motivazioni degli operatori per lo sciopero indetto l'11 febbraio: 

  • "Pochi riscontri e spesso molto vaghi e per niente esaustivi da parte del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Parma alle note sindacali inviate dal sindacato. 
     
  • "Sin dai primi momenti l'Usb Vigili del Fuoco si è mostrata disponibile a collaborare con il Comando Provinciale per affrontare e superare al meglio una situazione nuova e altamente pericolosa; ha continuato a intervenire in modo costruttivo con senso del dovere e responsabilità verso tutti i lavoratori riscontrando chiusure, incomprensibili, da parte di chi dovrebbe impartire le direttive mirate alla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Le misure fin qui adottate da questo Comando (ottenute con estrema difficoltà e azioni sindacali) risultano ancora scarse e inefficaci, talvolta viziate da non completo recepimento delle direttive nazionali al riguardo; mantenendo, nonostante la procedura di conciliazione di 13 Luglio scorso, una linea lacunosa provocando presso tutti i lavoratori grosse preoccupazioni;
     
  • La mancanza di convocazione dei sindacati ad una riunione ad hoc con il medico incaricato e il Comando Provinciale VVF di Parma sulle misure di salvaguardia della salute dei lavoratori durante la prima ondata, il periodo estivo e durante questo inizio di seconda ondata, circa la mancanza di momenti specifici di formazione e informazione per i lavoratori da parte dei funzionari;

  • La non volontà (nonostante le ripetute richieste da parte del sindacato da febbraio ad oggi) di disporre l’apertura di tutte le camerate di Servizio (chiuse a chiave in virtù di un OdG di anni fa e mai abrogato) e il mancato controllo sul liberare i letti e riporre gli indumenti personali presso i propri armadietti per consentire il distanziamento durante il recupero psico fisico, anche attraverso una opportuna rotazione delle camerate tra i turni e dei letti con relativa sanificazione per ridurre al minimo le distanze interpersonali e i contatti “a rischio” tra il personale (Risultano chiuse a chiave quasi tutte le camerate di servizio e pertanto il personale in turno e quello accasermato, a seguito della ultima mobilità, si trova nella condizione di stazionare durante il recupero psicofisico in 3/4/5 o addirittura 6 persone per camerata venendo a meno le condizioni di sicurezza dettate dai vari DPCM e circolari ministeriali ove si parla di una distanza minima tra i bordi-letti di 2 m o la predisposizione di idonei presidi di protezione);
     
  • La non volontà di disporre presso l’entrata di ogni locale delle sedi di servizio del Comando chiare indicazioni circa la capienza massima secondo gli indici di affollamento dettati dalla norma UNI 10339 allegato A del 17.10.2008 
  • La non volontà (nonostante le ripetute richieste da parte del sindacato da febbraio ad oggi) di differenziare l’ingresso e uscita e evidenziare tali percorsi differenziandoli altresì tra personale esterno, personale amministrativo e personale operativo;
     
  • La non volontà di valutare, in ottica di più efficaci misure di contenimento dell’infezione da Covid19, il tracciamento anche del personale dipendente che accede alle sedi di servizio, tramite timbratura badge oppure tramite appositi registri;
     
  • La non volontà di integrare la P.O.S. tenendo conto delle specificità del territorio e delle casistiche di intervento proprie di Parma e che venga predisposta la parte logistica e infrastrutturale per renderla operativa ed in particolare le aree di decontaminazione, le aree di auto confinamento in caso di lavoratori (anche in considerazione del numero elevato di lavoratori accasermati) trovati positivi agli screening sanitari;

  • la non volontà di emanare apposite disposizioni circa le modalità di effettuazione e le tempistiche delle disinfezione locali e mezzi di codesto Comando (attualmente sono stati considerati superati e abrogati i precedenti ordini del giorno) con relativo registro;
     
  • La non volontà di ripristinare la fase di informazione al personale e alle OO.SS. circa le scorte del materiale volto alla sanificazione e alla autoprotezione nel Soccorso Tecnico Urgente come era in essere nel periodo Marzo-Maggio 2020 ed, ancora più grave, non fornendo tali dati neanche attraverso nota di accesso agli atti da parte della scrivente O.S. (nota n.23 del 02/11/2020);
     
  • La mancanza di chiare linee guida circa le procedure da adottare nel caso in cui un lavoratore risulti positivo al contagio da virus Sars-Cov-2, la mancanza di chiare linee guida circa le procedure da adottare nel caso in cui un lavoratore presenti, durante l’orario di lavoro, sintomi riconducibili al contagio da virus Sars-Cov-2;
  • ?Le condizioni igienico-sanitarie delle camerate di servizio e dei relativi servizi igienici continuano ad essere sotto un livello minimo di accettabilità, nonostante gli impegni presi durante la procedura di conciliazione precedente in data 13 Luglio 2020";
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