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Parco Egaddi, i cittadini contro il nuovo chiosco: "Si cementificheranno 100 metri quadrati di spazio verde"

Il comitato di residenti nei quartieri San Lazzaro e Lubiana: "Non è una zona a rischio degrado, ci sono già molti servizi e attività rivolte ai giovani"

Nei giorni scorsi è stata annunciata l'apertura, prevista per la primavera del 2023, di un nuovo chiosco all'interno del parco Egaddi, nella zona di via Budellungo a Parma. Alcuni cittadini, residenti dei quartieri Lubiana e San Lazzaro, si oppongono al progetto: "Non è una zona a rischio degrado, ci sono  già molti servizi e attività rivolte ai giovani e inoltre il progetto prevede la cementificazione di oltre 100 metri quadrati di area verde". 

"Sulla stampa locale è stata pubblicata la notizia - si legge nella nota del comitato - dell'apertura – nella prossima primavera – del ristorante bar DJ set “Edgar Park”, impropriamente definito chiosco, finalizzato a “creare un punto di ritrovo, un presidio diurno e serale in un quartiere in continuo ampliamento e ancora poco fornito di servizi per il pubblico”. Si precisa che il progetto, approvato dalla precedente Amministrazione e con essa “condiviso e di lungo termine e ha come scopo quello di essere un valore aggiunto per la comunità del quartiere”. Si sottolinea che il Parco Berio-Egaddi non ha di fatto necessità di un presidio diurno, poiché la quotidiana frequentazione costituisce già un presidio e un controllo sociale. Il controllo nelle ore serali e notturne potrebbe invece migliorare con una recinzione. Attualmente è uno spazio libero e democratico di socializzazione, attività sportive e gioco per bambini. Non è in nessun modo a rischio di degrado. Il Comune sostiene gli ordinari costi di una manutenzione, ma dovrebbe investire ulteriori risorse per impianti sportivi, giochi per bimbi e rimboschimento dell’area verde.

Come si può onestamente affermare che l’area è scarsamente provvista di servizi, quando nelle vicinanze si trovano il supermercato MD, il Bar Pasticceria Cappelli, La Corriera stravagante, la Casa della Salute, un plesso scolastico, due linee bus, ecc.? A poca distanza si trova inoltre il Centro culturale ex Federale, che potrebbe diventare un punto di riferimento per giovani e adulti, se il Comune lo volesse. Nel quartiere si trova la fornitissima Biblioteca Comunale Pavese, una realtà consolidata e apprezzata dai cittadini non solo della zona.

Non c’è bisogno di quello che impropriamente viene definito “chiosco ecosostenible”, poiché non è un chiosco né per dimensione né per le molteplici attività che vi si svolgerebbero. Non è nemmemo ecosostenibile, poiché si cementificherebbe e impermeabilizzerebbe uno spazio superiore ai 100 mq con
fondamenta di un metro e cinquanta di profondità. La struttura sarà saldamente ancorata al suolo e - per essere ecosostenibile - non basta che vengano piantati rampicanti alle pareti. Non basta nemmeno che ecosostenibile: un prezioso ecosistema, frequentato di giorno dalle persone, vissuto sia di giorno che di notte dalla fauna autoctona. Uno pseudo- chiosco, funzionante fino a tarda notte, non si configurerebbe perciò come un "valore aggiunto", bensì come sottrazione di spazio verde" 

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