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Parto: dalla Germania per studiare una nuova tecnica adottata in Ostetricia dell’Ospedale Maggiore

Un lavoro scientifico dei professionisti dell’Ostetricia dimostra una riduzione delle lacerazioni da parto nel Centro nascita del nostro ospedale

In gergo medico si chiama “shoulder-up” ovvero “spalla in su” ed è una tecnica adottata da medici e ostetriche del Centro nascita dell’Ospedale Maggiore di Parma che facilita l’espulsione del neonato riducendo le lesioni da parto comprese le più gravi.

La tecnica è stata messa a punto dai professionisti della struttura di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma diretta da Tullio Ghi ed i risultati sono stati esposti in uno studio scientifico che ha suscitato l’interesse dei medici tedeschi dell’Ospedale di Bremen che sono venuti in visita alla sala parto per apprenderne la metodica.

“La ricerca pubblicata descrive una modalità di assistenza al parto su cui sono state formate ostetriche e medici, finalizzata alla riduzione del danno perineale da parto – spiega Stefania Fieni, responsabile Percorso Centro Nascita di Ostetricia e Ginecologia – Si tratta di manovre specifiche per la gestione dell'estrazione della spalla posteriore del nascituro, da cui il nome shoulder-up, che si è rivelata efficace nel prevenire danni perineali legati al parto vaginale”.

“I risultati principali del nostro studio, condotto su un ampio gruppo di parti vaginali avvenuti in due anni – continua la dottoressa Fieni -, ci spingono a concentrare l’attenzione degli operatori su questa tecnica che ha dimezzato il rischio di lesioni gravi e al contempo ha aumentato la percentuale di perinei integri dopo un parto sia  spontaneo che operativo vaginale”.

Su 2559 parti avvenuti in Ostetricia del Maggiore nel 2022, circa il 40% si è concluso con un perineo integro consentendo alla partoriente un miglior recupero delle condizioni fisiche. Nel 2023 (dati fino ad agosto) su un numero di parti in linea con quelli dell’anno precedente la percentuale di perinei integri è superiore alla metà dei parti. Questi i numeri presentati dalla coordinatrice ostetrica della sala parto Monica Copelli che ha accompagnato la delegazione tedesca insieme al personale e alla dirigente Professioni Sanitarie del dipartimento Materno-Infantile Rita Lombardini.

“Negli ultimi anni – aggiunge Copelli – l’équipe ha implementato l’assistenza e la cura del perineo sia nel travaglio a basso rischio sia nel travaglio complesso al fianco dell’équipe medica. Così come ha lavorato sulla prevenzione delle lesioni e sulle posizioni che agevolano l’espulsione della testa e delle spalle del neonato. Con risultati che ci confermano l'importanza di questo lavoro per le donne partorienti e le competenze del gruppo ostetrico”.

Soddisfazione è stata espressa anche dai colleghi tedeschi che hanno assistito ai parti del Centro nascita del Maggiore, i medici Remy Malo e Rebecca Bartsch con l’ostetrica Imke Helmke. “Abbiamo saputo di questo studio leggendo una rivista americana ed eravamo interessati ad apprendere la tecnica illustrata che non si concentra solo sull’uscita della testa ma prende in considerazione anche la spalla del neonato. Ed è stata un’esperienza molto positiva anche per l’accoglienza che abbiamo ricevuto”.

“La visita di colleghi da un ospedale qualificato come quello di Bremen e l’attenzione riservata al nostro lavoro è fonte di soddisfazione e orgoglio per tutta l’equipe che lavora presso la nostra struttura – ha dichiarato Tullio Ghi direttore di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma -. Questo dimostra che quando l’attività clinica si accompagna ad un’attività scientifica il Centro stesso aumenta prestigio e visibilità internazionale in un mondo in cui lo scambio di esperienze avviene a livello globale. Il confronto con i colleghi è stato positivo per entrambi, loro hanno appreso una nuova tecnica e noi, a nostra volta, possiamo apprendere esperienze che possono portarci a migliorare la nostra attività clinica”.

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