Pedemontana: più sorveglianza serale nei parchi

Aumentati i servizi degli agenti della Polizia locale insieme ai Carabinieri, per monitorare le aree verdi dei cinque comuni dell’Unione Pedemontana

Lotta serrata ai comportamenti incivili nei parchi e agli assembramenti. Nonostante la carenza di personale, il Corpo di Polizia locale dell’Unione Pedemontana Parmense, in collaborazione con i militari dell’Arma dei Carabinieri, ha intensificato in queste ultime settimane i servizi serali nelle aree verdi e nelle zone di aggregazione giovanile dei comuni dell’Unione (Collecchio, Felino, Montechiarugolo, Sala Baganza e Traversetolo). Un’attività di controllo per prevenire e contrastare i comportamenti incivili che si ripresentano durante il periodo estivo, nonché il mancato rispetto delle norme di sicurezza per contenere la diffusione del  Coronavirus. Turni serali che vengono organizzati nonostante il deficit di personale del Corpo, e che proseguiranno per tutta l’estate, periodo nel quale si moltiplicano le segnalazioni dei cittadini alla Centrale operativa di Felino, soprattutto per quel che riguarda gli atti vandalici e il disturbo della quiete pubblica.

Fino ad ora gli agenti della Pedemontana hanno operato numerosi controlli in ottica preventiva, cercando in particolare il dialogo con i ragazzi per spiegare loro la stupidità di certe azioni che vanno a danno, anche economico, della comunità e ricordargli l’importanza di osservare le norme di sicurezza, in particolare il distanziamento fisico, per evitare il contagio da Covid-19. «Durante il periodo estivo arrivano da più parti delle richieste di intervento nelle aree verdi», sottolinea il sindaco di Felino e assessore alla Sicurezza e Protezione civile dell’Unione Elisa Leoni. «Per questo motivo ci siamo organizzati insieme ai Carabinieri per intensificare i controlli serali – prosegue Leoni –. È ovvio che quasi sempre le segnalazioni riguardano gruppi di minorenni e l’azione che possiamo fare è più di tipo persuasivo che repressivo, nonostante l’educazione dei ragazzi non spetti alle forze dell’ordine, ma ad altre realtà. Comprendiamo che i nostri giovani, reduci dal lockdown, abbiano passato un periodo complicato, ma certi atti non possono e non devono essere giustificati. Si può infatti vivere il paese e tornare a stare insieme agli amici – conclude Leoni –, nel rispetto della collettività e del patrimonio pubblico».

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