Tagli alle pensioni di 28mila parmensi. Cisl: “Colpa della finanziaria”

La bastonata non riguarderà solo le “pensioni d’oro”, ma anche le persone che percepiscono cifre medio basse, con importi netti di poco superiori ai 1200 euro

"Sono circa ventottomila -si legge in una nota della Cisl- i parmensi che questo mese hanno visto ridursi la loro pensione. Una sorpresa amara in vista della Pasqua, causata dalla finanziaria voluta dal governo Gialloverde.

La bastonata non riguarderà solo le “pensioni d’oro”, ma anche le persone che percepiscono cifre medio basse, con importi netti di poco superiori ai 1200 euro.

Le riduzioni variano a seconda degli importi: si va da pochi euro ad alcune decine al mese. Colpa del taglio della perequazione (la rivalutazione riconosciuta alle pensioni per adeguarle all’aumento del costo della vita) che farà entrare nelle casse dello Stato 2,3 miliardi nei tre anni di applicazione (dal 2019 al 2021), pescando dalle tasche dei pensionati.

A giugno il recupero degli arretrati

Molti pensionati di Parma che all’inizio dell’anno avevano ricevuto un aumento dell’assegno mensile, questo mese hanno visto di nuovo ridursi la loro pensione. Non solo. “Si apre ora l’increscioso problema della restituzione di quanto incassato in più nella prima parte dell’anno - afferma Baldo Ilari, segretario della Federazione dei pensionati Cisl di Parma e Piacenza - con la mensilità di aprile infatti, l’Inps effettua il ricalcolo delle pensioni, ma il recupero delle somme arretrate avverrà a giugno, probabilmente in un momento successivo alle elezioni europee”.

La preoccupazione del sindacato non è tanto rivolta alle “pensioni d’oro”, ma a quello che succede ai titolari di pensioni nette di poco superiori ai 1200 euro (1.522 € lordi) che rischiano di perdere potere d’acquisto e quindi di impoverirsi.

Complessivamente, a livello italiano, il ricalcolo riguarda circa 5 milioni e 600 mila posizioni, con un recupero mensile di circa 30 milioni di euro.

La Cisl chiede al Governo di ridiscutere il taglio della rivalutazione

“La Fnp Cisl, nei mesi scorsi, ha chiesto al Governo di non procedere alla restituzione delle somme e di ridiscutere il taglio della rivalutazione – spiega Baldo Ilari - I nuovi sacrifici vanno chiesti a chi si è arricchito in questi anni e a chi percepisce stipendi d'oro. I nostri obiettivi non hanno nulla di politico, ma sono quelli del mondo che rappresentiamo.

In assenza di un riscontro da parte del Governo e per la poca attenzione nei loro confronti, i pensionati scenderanno in piazza a Roma il 1 giugno per la manifestazione nazionale, dopo essersi riuniti nell’assemblea di tutto il Nord Italia, fissata a Padova il prossimo 9 maggio”.

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