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Pizzarotti: "A Parma non prevedo di fare ulteriori restrizioni"

Il primo cittadino: "Se si riaprono negozi e bar non ci si può poi meravigliare che la gente vada a fare shopping"

Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e fondatore di Italia in Comune, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla stretta del governo per le feste natalizie. “Si sta cercando di omologarsi anche a quello che stanno facendo gli altri Paesi – ha affermato Pizzarotti. E’ evidente e fisiologico che se tieni i cittadini chiusi per un certo periodo di tempo, poi riapri negozi e bar penso sia naturale che se gli mi dici che una cosa la possono fare la fanno. Se c’è un problema di curve, allora diamo delle restrizioni a monte, se invece è solo un problema di assembramento, poi non ti puoi meravigliare che la gente vada nei negozi di prossimità dopo che hai detto di comprare lì per sostenere le imprese locali. Non mi meraviglierei del fatto che sotto Natale siano pieni i negozi. In termini di restrizioni io non ho mai valutato la chiusura ulteriore di piazze e di strade. Io non sottovaluto mai gli effetti psicologici che genera il protrarsi di questa situazione. Visto che stiamo parlando di due weekend, con le limitazioni già in corso, non prevedo di fare ulteriori restrizioni. In un periodo in cui c’è bisogno di maggiore serenità devo ovviamente accettare le misure del governo, ma posso criticarle perché secondo me non si dovrebbe andare oltre. Come in tutte le cose serve un equilibrio, perché le persone hanno bisogno di un po’ di normalità. Penso che sarebbe adeguata una limitazione provinciale degli spostamenti, il coprifuoco alle 18 diventerebbe davvero stringente, vedremo quanto buonsenso ci vorrà mettere il governo”.

Sulla possibile crisi di governo. “I 5 Stelle sono riusciti a passare da un’alleanza con la Lega ad una col Pd, considerando anche il taglio dei parlamentari, dubito che qualcuno voglia andare via. Lo stesso Renzi dubito che affossi il governo per andare ad elezioni dove non avrebbe più neanche un parlamentare eletto. Fare scena conviene a Renzi, altrimenti non lo invita più nessuno”.

Parma capitale europea della Cultura. “Purtroppo lo siamo in un anno molto complicato, anche per la cultura. La soluzione del governo nell’ultimo dpcm è stata chiudere tutto, è la soluzione più facile, ma è anche quella che ti toglie qualcosa. Eliminare totalmente un comparto come quello della cultura credo sia stato totalmente sbagliato”.

Sul caso Regeni. “Abbiamo un ministro degli Esteri non autorevole. Ma tutto il comparto degli Esteri non ha esponenti di grande spicco, non è che Alfano fosse meglio di Di Maio. Invece il ruolo con gli altri Paesi è molto importante. Di Maio, quando non faceva il ministro degli Esteri, aveva preso posizione con un post, ma di azioni concrete non se ne sono viste. Evidentemente non crede a quello che stava dicendo. Serve un’azione concreta che non è quella che il governo sta facendo e non penso che l’Egitto sia un partner così strategico per il quale dobbiamo stare zitti e non fare niente”.

 
 

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