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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Pnrr: nel parmense arrivano oltre 10 milioni di euro per lavori su Parma, Baganza e Enza

Dal Dipartimento nazionale di protezione civile arriva infatti il via libera all’utilizzo delle risorse assegnate al nostro territorio

Disco verde sulla messa in sicurezza del territorio. Dal Dipartimento nazionale di protezione civile arriva infatti il via libera all’utilizzo delle risorse assegnate all’Emilia-Romagna dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nel parmense arrivano 10,9 milioni di euro che verranno utilizzati per lavorare sui torrenti Parma, Baganza, Enza, Stirone e Rovacchia e i bacini dei fiumi Taro e Ceno, oltre che per la mitigazione e il consolidamento dei movimenti franosi del territorio.

Gli interventi nel parmense 

1 - Opere di miglioramento dell'assetto idraulico dei corsi d'acqua finalizzate alla riduzione del rischio idraulico dei territori dell'ambito di Parma.

Importo opere: 6,4 milioni di euro Riferimento: Eventi meteorologici del 13/14 ottobre 2014, Delibera del Consiglio dei Ministri 30 ottobre 2014 - OCDPC 202/2014

Gli obiettivi del presente progetto riguardano prioritariamente la riduzione del rischio idraulico dei territori dell'ambito di Parma e verranno realizzati anche nell’ottica di recupero dell’interazione fra ambiente acquatico, ripario e golenale portando ad un miglioramento dei processi ecologici. Il territorio interessato è quello dei corsi d’acqua dei bacini dei Torrenti Parma e Baganza, dei bacini dei fiumi Taro e Ceno con particolare riguardo alle aree del bacino che si estendono dalla sorgente fino al ponte della S.P. 357 R di Fornovo di Taro; del torrente Stirone dalla sorgente al ponte di Via Emilia Ovest nel Comune di Fidenza; del Torrente Rovacchia, dalla sorgente a Strada Bertolazza Superiore nel Comune di Soragna. Relativamente al torrente Enza si interverrà
in sinistra idraulica in tutte le aree del bacino che si estendono dalla sorgente fino al ponte S.S. n. 513 (San Polo d’Enza), ricomprendendo i seguenti Cedra, Bardea, Termina, Masdone.

2 - Interventi di mitigazione e consolidamento dei movimenti franosi nel territorio dell'ambito di Parma

Importo opere: 4,5 milioni di euro Riferimento: Eventi meteorologici marzo/aprile 2013, Delibera del Consiglio dei Ministri del 9
maggio 2013 - OCDPC 83/2013 Gli obiettivi del presente progetto riguardano prioritariamente la mitigazione ed il consolidamento dei movimenti franosi nel territorio dell'Ambito di Parma con particolare riguardo a quelli già perimetrati ai sensi della L.445/1908 e L. 267/1998 e/o dissesti (non perimetrati) che implicano condizioni di pubblico e generale interesse per cui si rendono necessari interventi e misure di salvaguardia per rischio di frana, nei territori collinari montani delle valli del torrente Parma, Baganza, Taro, Ceno, Stirone ed Enza.

Per tutta la Regione arrivano oltre 61 milioni di euro, grazie ai quali partirà la realizzazione di 19 macro-interventi da Piacenza a Rimini: fondi utilizzati per mettere in sicurezza fiumi, versanti e Costa in territori colpiti da eventi meteo particolarmente intensi, per i quali dal 2013 è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

“La Regione Emilia-Romagna rispetta i tempi per la pianificazione dei cantieri e contribuisce, su scala nazionale, a raggiungere gli obiettivi fissati entro l’anno dall’Europa- affermano il presidente, Stefano Bonaccini e l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo-. Grazie al lavoro partito lo scorso agosto, con il riparto delle risorse su scala nazionale, si è costruita una programmazione dell’impiego dei fondi condivisa con i territori che è stata sottoposta all’approvazione del Dipartimento nazionale. Ora, con la stessa determinazione, continueremo a lavorare perché si rispettino i tempi fissati. Le nuove opere porteranno ad accrescere la sicurezza dell’intera regione nell’interesse di chi vive, lavora, studia e fa impresa in questa terra”.

Proprio il Dipartimento, nei giorni scorsi, ha approvato il piano presentato dalla Regione. Sono appunto 19 i nuovi macro-interventi individuati dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile e ammessi alle risorse europee: saranno rivolti ad affrontare le maggiori criticità lasciate aperte dalle ondate di maltempo che si sono susseguite negli ultimi anni.

“L’importante lavoro svolto nei mesi scorsi ha permesso di ottenere entro Natale il via libera sulla proposta di utilizzo dei fondi europei- aggiungono Bonaccini e Priolo-. Un risultato per nulla scontato, che ci ha visto lavorare a pieno ritmo a fianco di tutte le Istituzioni perché nemmeno un euro assegnato dall’Europa possa andare sprecato”. 

Il riparto dei fondi su scala nazionale

È dello scorso 6 agosto il Decreto ministeriale che assegna i finanziamenti alla Regioni per gli interventi di protezione civile. A disposizione, a livello nazionale, 1 miliardo e 200 milioni di euro: 400 milioni di euro sono stati previsti per progetti “in essere”, relativi agli interventi in corso o conclusi, già programmati sulle aree colpite da calamità; altri 800 milioni di euro per “nuovi progetti” da pianificare. All’Emilia-Romagna sono stati attributi in tutto 61 milioni per nuovi interventi.

I nuovi progetti finanziati

Nel piacentino, con 9 milioni di euro saranno finanziati lavori sui torrenti Arda, Tidone, Trebbia, Nure e Chiavenna per prevenire il rischio idraulico e per la mitigazione e il consolidamento dei movimenti franosi lungo le valli dei bacini dei fiumi Trebbia, Aveto, Nure e del torrente Arda.

Nel parmense, con 10,9 milioni di euro si lavorerà sui torrenti Parma, Baganza, Enza, Stirone e Rovacchia e i bacini dei fiumi Taro e Ceno, oltre che per la mitigazione e il consolidamento dei movimenti franosi del territorio.

Nel reggiano, con 7,9 milioni di euro si interverrà sui torrenti Enza, Crostolo, Tresinaro e sul fiume Secchia e per il consolidamento dei movimenti franosi lungo le valli dei bacini di fiumi e torrenti.

Nel modenese, con 9 milioni e 450mila euro si lavorerà per prevenire il rischio idraulico dei fiumi Secchia e Panaro e dei torrenti Tiepido, Guerro, Leo, Soltenna, Dolo, oltre che per la mitigazione e il consolidamento dei movimenti franosi nelle aree collinari e montane.

Nel bolognese, con 5 milioni di euro si eseguiranno lavori per la riduzione del rischio idraulico del fiume Reno e dei sottobacini Navile, Idice, Sillaro, Samoggia e del tratto a valle del Cavo Napoleonico, oltre alla stabilizzazione della frana di Marano e alla sistemazione della sponda sinistra del fiume Reno.

Nel ferrarese, 4 milioni e 850mila euro serviranno per la riduzione del rischio idraulico del canale Navigabile e per la manutenzione straordinaria delle opere di difesa costiera e di mitigazione del rischio da erosione e ingressione marina nel comacchiese.

In Romagna arriveranno complessivamente 14 milioni di euro per interventi di riduzione del rischio idraulico nei bacini dei torrenti Santerno, Senio e Lamone e lungo le aste di pianura dei corsi d'acqua dal Reno al Savio e il consolidamento dei movimenti franosi nel territorio di Ravenna; per la riduzione del rischio idraulico nei bacini dei fiumi Montone, Ronco Bidente, Bevano, Savio e Rubicone e il consolidamento dei movimenti franosi nel territorio di Forlì-Cesena; per la riduzione del rischio idraulico dei fiumi Marecchia e Uso e il consolidamento dei movimenti franosi nel territorio di Rimini; e per opere di difesa costiera e di mitigazione del rischio da erosione e ingressione marina nei territori di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

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