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Ponte Nord: ecco il progetto consegnato dall'Autorità di Bacino

Come sarà la nuova Casa dell'Acqua

In linea con il Protocollo recentemente stipulato con l’Amministrazione comunale di Parma l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha realizzato il progetto dello studio di fattibilità per il recupero funzionale del Ponte Nord commissionato ad EFA Studio di Architettura con sede in Parma. Stamane il Segretario Generale dell’Autorità Alessandro Bratti ha formalmente consegnato lo studio alla Città di Parma nelle mani del sindaco Michele Guerra per le successive fasi attuative, qualora vengano rese disponibili le risorse per la sua realizzazione e gestione.

Il Comune potrà infatti attuare la realizzazione in qualità di proprietario dell’immobile avendo già ottenuto, nei mesi scorsi, il sostegno delle forze politiche locali e parlamentari al fine di avviare l’iter per il reperimento definitivo delle risorse necessarie al recupero dell’immobile stesso.

Il progetto è stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del sindaco Michele Guerra e di Alessandro Bratti, segretario generale dell’Autorità di Bacino.

‘Quello di oggi è un passaggio fondamentale – ha detto il sindaco Michele Guerra – perché Autorità di Bacino consegna al Comune il progetto di riqualificazione del Ponte Nord, una ferita aperta per tutta la città per la quale ora è stata pensata una destinazione che possa rigenerarne la struttura e l’area. Il progetto nasce da un protocollo approvato nello scorso mandato e testimonia il lavoro di questi mesi di tutti gli interlocutori. Ora è fondamentale l’intervento del Governo: l’onorevole Pietrella e l’onorevole De Micheli hanno, come è noto, depositato un emendamento che chiede che venga sovvenzionato questo progetto di riqualificazione e noi attendiamo il veicolo giusto che porti con sé questo finanziamento che Parma attende ormai dal 2022”.

 “Siamo soddisfatti – ha detto Alessandro Bratti, segretario generale dell’Autorità di Bacino – di aver dato concretezza al protocollo attraverso il quale ci eravamo impegnati a definire una pianificazione, costruita attraverso un lavoro sinergico con i progettisti, che rispondesse in modo adeguato alle esigenze dell’Autorità di ampliamento dei propri spazi e che consolidasse il rapporto e la collaborazione con l’Amministrazione sul tema dell’acqua, così significativo per il nostro territorio”.

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IL PROGETTO DELLA NUOVA CASA DELL’ACQUA

Il progetto di riqualificazione e valorizzazione funzionale del Ponte Nord, illustrato dagli architetti Pietro Chierici e Maria Pilar Vettori di EFA Studio di Architettura, ha previsto un’attività di ricerca ed esplorazione congiunta con l’Autorità di Bacino del fiume Po al fine di delineare possibili linee guida di intervento. Lo studio ha previsto l’elaborazione di un Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) mediante il quale sono stati indagati scenari di intervento differenti con il fine di perimetrare le scelte funzionali e le loro reciproche interazioni.

Il lavoro, che ha intercettato molteplici esperienze di riferimento realizzate nel contesto europeo, sulla base di alcuni momenti di lavoro di condivisione, ha condotto all’ipotesi di rafforzare la presenza del Ponte all’interno del territorio mediante la creazione di un centro di eccellenza locale e sovralocale posizionato in un’area strategica della città: un hub multidisciplinare per il controllo e la protezione degli ecosistemi acquatici e la valorizzazione dei paesaggi e percorsi fluviali che sia in grado di esprimere e promuovere una nuova “cultura dell’acqua”. Un centro comprensivo di un’area polifunzionale per la vita culturale della città con spazi e laboratori per la formazione e la ricerca sul tema della biodiversità dei paesaggi che gravitano lungo gli affluenti del Po.

In sinergia con i migliori istituti universitari del nord Italia e con gli enti di tutela di competenza, all’interno della struttura potranno svolgersi master e corsi di alta formazione legati ai temi del paesaggio, della mitigazione dei cambiamenti climatici, della crisi delle acque, avviando osservatori e laboratori attivi sul territorio e posti in rete con le realtà diffuse del paesaggio padano intercettato dal Grande Fiume. La definizione di un cluster funzionale tematico configurerebbe il Ponte come un nuovo presidio urbano in grado di avviare un processo di implementazione delle dotazioni della città, grazie in particolare alla possibilità di insediare nell’edificio il polo direzionale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po.

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