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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Premiati con un milione e 750mila euro tre progetti di ricerca dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma

Finanziati da Ministero e Regione le ricerche sulla salute delle ossa del neonato, tumore al polmone e malattie del sangue

Regione Emilia-Romagna e Ministero della Salute premiano tre progetti di ricerca dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma con 1 milione e 750mila euro. Nello specifico, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è stato finanziato dal Ministero con 870mila euro il progetto di ricerca dedicato alla salute delle ossa della mamma e del feto coordinato da Serafina Perrone, direttore dell’Unità Operativa di Neonatologia, con la collaborazione di Tullio Ghi, direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia. Mentre nell’ambito del programma Ricerca finalizzata regionale risultano vincitori con una cifra complessiva di 880mila euro il progetto sul trattamento con immunoterapia del tumore al polmone di Marcello Tiseo, responsabile del Day Hospital oncologico e per la categoria “Giovani ricercatori” lo studio dedicato alla diagnosi accurata dei tumori del sangue guidato da Elena Masselli, medico dell’Unità Operativa di Ematologia e CTMO. Notevole risulta il coinvolgimento della componente universitaria. Le professioniste e i professionisti coinvolti sono infatti docenti dell’Università di Parma e portano nei progetti il lavoro di gruppi di ricerca dell’Ateneo.

“E’ un risultato che ci rende orgogliosi e i miei complimenti vanno a tutti i nostri professionisti - sottolinea Massimo Fabi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma -. Per il nostro Ospedale è una conferma della qualità del lavoro di ricerca, centrale per il nostro sistema sanitario. Un lavoro sviluppato con passione che ha portato la nostra Azienda ad essere un punto di riferimento a livello nazionale nella produzione e nella promozione delle attività scientifiche”.

“Per l’Università di Parma – commenta il Rettore Paolo Andrei - questi finanziamenti costituiscono un’ulteriore attestazione del valore delle ricerche dell’Ateneo in ambito medico. Si tratta di progetti d’eccellenza, molto diversi tra loro, che poggiano basi solide sulla tradizione della nostra ricerca prospettando ricadute estremamente rilevanti sulle persone, in ambiti che spaziano dalla neonatologia all’oncologia e all’ematologia. Ringrazio davvero di cuore per il loro impegno i nostri gruppi di ricerca”.

La salute delle ossa nella mamma e nel feto

Nell’ambito dei progetti finanziati dal Ministero della Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stato premiato con 870mila euro il progetto di ricerca dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma dedicato ai nuovi meccanismi di dialogo tra madre e feto per la prevenzione dell'osteopenia e dell'osteoporosi. Guideranno la ricerca i professori del dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università di Parma Serafina Perrone, direttore dell’Unità Operativa di Neonatologia, e Tullio Ghi, direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e ginecologia, con la partecipazione dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Messina.

L’obiettivo è valutare, con le nuove tecnologie a base di ultrasuoni e software specifici (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry, REMS), la densità minerale ossea nelle donne in gravidanza, nel feto, nel neonati e lattanti fino all’età infantile e di stabilire l’effetto che lo stile di vita, l’alimentazione e i fattori ambientali possono avere sulla densità minerale delle ossa della madre stessa e del nascituro. E’ attesa inoltre la comprensione dei meccanismi di dialogo tra madre e bambino per la messa a punto di strategie efficaci per preservare fin dalla vita prenatale la qualità dell’osso con l’obiettivo ultimo di contribuire alla prevenzione delle fratture e al miglioramento della qualità della vita. Completa la squadra di ricerca clinica Maria Elisabeth Street, endocrinologo-pediatra dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma.

Cure oncologiche personalizzate grazie all’intelligenza artificiale

Per la categoria “Ricerca finalizzata” è stato premiato con 450mila euro il progetto coordinato da Marcello Tiseo, professore associato di Oncologia all’Università di Parma e responsabile del Day Hospital oncologico del Maggiore, dedicato alla ricerca di fattori predittivi del trattamento con immunoterapia impiegato nella terapia dei pazienti affetti dai tumori polmonari più diffusi chiamati non a piccole cellule (NSCLC). Nel dettaglio, i ricercatori raccoglieranno le caratteristiche individuali del paziente per integrarle con le informazioni cliniche, patologiche, genomiche, radiomiche e lo stato nutrizionale. Gli algoritmi di intelligenza artificiale consentiranno poi di generare specifiche “firme” in grado di predire l’andamento della malattia di ogni singolo paziente trattato con immunoterapia, secondo l’approccio della medicina personalizzata. L'analisi dei dati di questo progetto potrà rappresentare un modo innovativo di guardare alla complessa interazione tra il tumore e il sistema immunitario.

Lo studio vede il coinvolgimento di Sebastiano Buti, oncologo del Maggiore, Enrico Maria Silini, direttore dell’Unità Operativa di Anatomia Patologica e Nicola Sverzellati, direttore del reparto di Scienze Radiologiche con la collaborazione del laboratorio di ricerca Core-Lab. Partecipano al progetto anche l’IRCCS Gemelli di Roma e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.

Nuovo approccio diagnostico per i tumori del sangue

Con 430 mila euro nella categoria “Giovani ricercatori” l’altro progetto vincitore è coordinato da Elena Masselli, professore associato di Anatomia Umana e medico dell’Unità Operativa di Ematologia e CTMO dell’Ospedale di Parma. Focus dello studio sono i tumori rari del sangue, ovvero le neoplasie mieloproliferative croniche quali la trombocitemia essenziale, la policitemia vera e la mielofibrosi. Lo scopo dello studio è mettere in atto una nuova metodica diagnostica non invasiva basata sull’analisi citofluorimetrica di marcatori delle cellule del sangue e sull’imaging molecolare tramite un nuovo tracciante PET, per una diagnosi precoce e ancor più accurata dell’evoluzione allo stadio avanzato (cosiddetto “fibrotico”) di queste neoplasie ematologiche. Ciò consentirà di mettere in atto tempestivamente cure mirate. 

Collaborano alla realizzazione del progetto Anna Benedetta Dalla Palma, medico dell’Unità Operativa di Ematologia dell’Ospedale, Cecilia Carubbi, professoressa dell’Unità di Anatomia Umana del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, Silvia Migliari radiofarmacista della Medicina Nucleare del Maggiore e Mario Silva radiologo dell’Unità di Scienze Radiologiche dell’Ospedale. Lo studio coinvolge anche l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Firenze.

Il finanziamento dei progetti è stato possibile grazie al lavoro dell’Unità Operativa Ricerca clinica ed epidemiologica che collabora alla stesura dei protocolli e nonché all’attuazione dell’analisi statistica e del Servizio di Grant Office a supporto dei ricercatori nel percorso di sottomissione della proposta progettuale e nella predisposizione economica della domanda di finanziamento.

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