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Prezzi alle stelle nei supermercati di Parma: per ogni spesa si sborsa il 30% in più

Abbiamo provato a verificare i dati e i prezzi di prodotti come pasta, riso, farina, burro, carne di pollo e uova in alcuni market della città, raccogliendo le voci dei cittadini: "L'anno scorso spendevo 100 euro ad ogni spesa, oggi quasi 130"

Si calcola che in media i parmigiani, nel 2022, spenderanno dai 500 ai 700 euro in più, rispetto al 2021, solo per la spesa alimentare. L'incremento esponenziale dei prezzi dei principali alimenti nei supermercati di città e provincia è sotto gli occhi di tutti. Secondo l'analisi di Coldiretti alcuni prodotti, come farina, pasta, riso, uova, burro sono aumentati sensibilmente. Anche secondo l'ultimo report del Codacons i prezzi sono schizzati in alto a causa dell'inflazione che, ad agosto, è stata dell'8.4%, il record dal 1985.

Abbiamo provato a verificare i dati e i prezzi di prodotti come pasta, riso, farina, burro, carne di pollo e uova in alcuni supermercati della città, raccogliendo le voci dei cittadini intenti a fare la spesa. Prendiamo come primo prodotto la pasta: in media gli aumenti registrati viaggiano intorno al 30%. Se infatti l'anno scorso un chilo di pasta costava in media 1 euro e 31 al chilo oggi costa circa 1 euro e 80, con un incremento di circa il 30% negli ultimi 12 mesi. Il prezzo dipende ovviamente anche dalla tipologia di pasta: per i prodotti di marchi noti il costo supera anche i 2 euro. Per uno dei marchi più noti un chilo di pasta costa circa 2.38 euro. 

Per il riso il discorso è simile: l'incremento del costo di un chilo di riso supera il 25%, sempre considerando i prezzi degli stessi prodotti nel 2021. Un chilo di riso varia tra i 2 euro e mezzo e i 3 euro. Per quanto riguarda il burro, che ha avuto un incremento di prezzo notevole, di circa il 34%, è difficile trovare una confezione da 250 grammi che non superi i 3 euro. Anche la farina ha subito un aumento del prezzo considerevole: in media il costo al chilo è di circa 1 euro e 50. L'incremento è di quasi il 30%. Per quanto riguarda le uova, altro prodotto base di diverse preparazioni, i prezzi sono cresciuti in modo significativo: per 6 uova si spendono circa 2 euro e 50. Per comprare frutta e verdura i parmigiani spendono di più: gli aumenti, diversi a seconda del prodotto, si aggirano intorno al 15%. 

Ma quanto spende in più una famiglia parmigiana per fare la spesa? "Se confronto gli scontrini e le spese che facevo nei mesi di agosto e di settembre dell'anno scorso mi accorgo che l'incremento c'è stato ed è notevole: se ogni volta che andavo al supermercato prima spendevo circa 100 euro oggi ne spendo quasi 130. Normalmente confronto i prezzi dei vari supermercati per capire dove acquistare un determinato prodotto" sottolinea una parmigiana con due figli che va a fare la spesa circa una volta ogni cinque giorni.

E' chiaro che gli aumenti possono variare a seconda dei prodotti scelti e delle esigenze alimentari della singola famiglia ma considerando gli aumenti dei singoli prodotti in praticamente tutti i punti vendita di Parma ci accorgiamo che l'incremento è significativo, nell'ordine del 30% in più per ogni spesa. "Io cerco di approfittare delle offerte 'sottocosto' del supermercato in cui vado quasi sempre ed ho la tessera ma ci sono solo alcuni prodotti a rotazione. Per provvedere alle esigenze della famiglia e dei miei figli spendo molto di più anche dei mesi di giugno e luglio del 2022" ci racconta un'altra cittadina che sta facendo la spesa all'interno del supermercato di una nota catena a Parma. 

Secondo l'indagine di Altroconsumo Parma è la città dove è possibile risparmiare di più in assoluto - 1.410 euro all’anno, il 18% - scegliendo il punto vendita meno caro, tra quelli analizzati dall'associazione di consumatori. L'ELENCO DEI SUPERMERCATI MENO CARI DI PARMA 

La classifica dei prodotti che sono aumentati di più 

Tra i prodotti che fanno segnare il maggior aumento dei prezzi c’è - secondo la Coldiretti - la margarina con un +24%, seguita dalla farina (+23%), il riso (+22%) e la pasta (+22%). Ma l’inflazione non risparmia neppure il latte conservato (+19%) né il prodotto simbolo dell’estate che sta finendo come i gelati (+18%), che precedono la carne di pollo, aumentata del 16% e le uova (+15%). Ma aumenti si registrano anche per le verdure fresche (+12%) e per la frutta (+8%. Non si salvano nemmeno lo zucchero (+14,9%), le patatine fritte (+14,7%) e l’acqua minerale (+12,8%). 

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